Birreria Wührer: dai premi all’albero di maggio

Franz Xavier Wührer arriva a Brescia nel 1829, e subito si fa conoscere come fabbricante e commerciante di birra in alcuni locali della zona in Santa Maria in Calchera e nell’attuale via Trieste, dove pare ci fosse una piccola fabbrica di birra prima, e poi un vero e proprio locale per spillare birra e berla al tavolo.

Nel 1889 fa costruire uno stabilimento birrario in una zona periferica di Brescia, e durante l’Esposizione ottiene un Gran Diploma d’onore per la sua birra che esporta nelle province di Mantova, Cremona, Crema, Lodi e Bergamo, direttamente dai “Premiati stabilimenti a vapore”.

Due anni più tardi anche la Casa Reale piemontese, regala a Wührer un importante riconoscimento: “Sua Maestà il Re Umberto I, volendo dare al Sig. Pietro Wührer fabbricante di birra ed acque gazose nella città di Brescia uno speciale e pubblico contrassegno della sua benevola protezione ci ha ordinato di concedergli la facoltà di includere lo Stemma Reale sulla insegna della sua fabbrica”.

All’Esposizione bresciana al Castello nell’estate del 1904, lo stand di Pietro Wührer, figlio di Xavier, viene definito dalla stampa “grandioso per la notissima birra tipo Monaco e Pilsen che può gareggiare con quella che ci viene di là dalle Alpi”.

La fabbrica della Bornata produceva 4.500 litri di birra al giorno. Aveva un sistema di refrigerazione delle cantine e macchine di produzione del ghiaccio. I motori erano ad alta e bassa tensione con forza pari a 60 cavalli; il tino per l’infusione aveva la capacità di cento ettolitri e una pompa distribuiva il mosto in due grandi caldaie nelle quali il liquido veniva fatto bollire con il luppolo per almeno dodici ore per poi essere mandato al piano superiore per un primo raffreddamento in un vaso di ferro di 25 centimetri di profondità, ma grande 120 metri quadrati di superficie. In quel vaso il liquido poteva evaporare e purgare; in seguito, passando in serpentine immerse in recipienti ripieni di acqua resa incongelabile a 20 gradi sotto zero, veniva posto nei tini allineati in cantina per la fermentazione alla temperatura di 2/3 gradi. Quindi, sempre per mezzo di tubi, la birra fermentata per circa una decina di ore, passava in un filtro di 27 strati di cellulosa per essere definitivamente pulita e acquisire la classica limpidezza. A questo punto, era possibile passare all’imbottigliamento o all’imbarilamento con apposite macchine che toglievano anche l’aria dai contenitori. Le bottiglie erano molto resistenti e con un tappo particolare. Nello stabilimento era presente anche il sistema di pastorizzazione della birra imbottigliata, cosa che permetteva la migliore conservazione della bevanda.
Pietro era riuscito a produrre birra tutto l’anno.

Nel 1916 entra in funzione la malteria capace della lavorazione di diecimila quintali di malto da birra. La malteria serve per ottenere la germinazione dell’orzo, nel caso specifico, o di ogni altro cereale si fosse deciso di adoperare per la produzione della birra.
Nel 1949, il semplice locale di mescita alla Bornata è sostituito da un nuovo locale birreria dove si spilla la birra al momento, e la si beve in piedi, al banco.

Nel 1964 c’è l’inaugurazione ufficiale del nuovo locale birreria, mentre nel 1989 si parte con la riorganizzazione e il potenziamento di questo posto vissuto da molti bresciani come casa propria.

Nel 1993, viene inaugurato il pub irlandese, il primo irish pub, battezzato “Five Star”, in stile autentico, verniciato di verde, con materiali e manodopera irlandesi.

Nel 2001 nasce il borgo Wührer negli spazi che ospitavano lo stabilimento e la Birreria storica rimane operativa.
Dal 2005 nel giardino della Birreria Wührer dove ci sono i platani secolari, c’è una novità: un particolare tipo di albero in cortile, il “Mai Baum”, l’albero di maggio.
Dall’altezza dell’albero posto fuori da una birreria, in Tirolo come in Baviera, si capisce quanto sia importante la birreria stessa e se appartiene ad una catena birraria.

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