Valassina Angelo

L’attività nasce nel 1957 grazie ad Angelo Valassina che apre un negozio di vendita al minuto di scarpe e accessori in pelle.
Negli anni Ottanta avviene una svolta significativa per la piccola bottega: Angelo contribuisce a fondare la cooperativa Kammi diventandone socio e Presidente.
D’ora in poi il negozio diventa un punto vendita calzature aderente al noto marchio Kammi.
L’aumento della gamma di articoli in vendita (abbigliamento uomo, donna e bambino, accessori) segue la ristrutturazione e l’ampliamento dei locali nel corso degli anni.
Oggi i moderni sistemi informatici rendono il rapporto con i fornitori e i clienti più fluido, con l’introduzione, per esempio, di un programma di gestione ordini e magazzino e del commercio on-line tramite un portale.

Calzoleria La Brianzola di Viganò Maria Elisabetta & C. S.N.C.

Nel 1930, passeggiando per Albiate, è possibile incrociare Ambrogio
Colombo che con il suo carretto trainato da un cavallo, vende zoccoli realizzati al momento. Il
ragazzo ha 21 anni e un sogno: aprire un negozio tutto suo dove produrre calzature vere e proprie,
con suola di cuoio e tomaia in pelle.
La caparbietà e la dedizione di quell’uomo trasformano il sogno in realtà, grazie anche all’aiuto di
sua moglie Giulia. Nasce così “la brianzola”.
Venuto meno Ambrogio, l’attività passa alla nipote Carla e, negli anni Ottanta, alle figlie di questa:
Maddalena ed Elisabetta. Sono loro ad introdurre la vendita dell’abbigliamento accanto a quelle
delle calzature, non più fatte a mano come quelle del loro predecessore.
Restano la cura nella scelta dei prodotti e il desiderio primario di servire la clientela con serietà e
cortesia.

BERETTA LUCILLA

Quando nel 1927 Ernesto Beretta, con il supporto della moglie Adele, avvia un'attività di calzoleria e riparazione, inizia la storia di una lunga tradizione di famiglia.
Dopo aver appreso dal padre i segreti del mestiere, subentra il figlio Aldo, anche lui aiutato dalla moglie Agnese.
Giunti alla terza generazione, Lucilla Beretta mantiene alta la qualità con professionalità e cortesia.

Bazar Della Dorina

Siamo all’inizio degli anni Sessanta quando Elettra Resinelli, zia dell’attuale proprietaria, decide di dar vita alla prima e unica boutique bazar della storia di Lodrino.
L’attività, strettamente a conduzione famigliare, ha mantenuto intatta la propria offerta: articoli da regalo, casalinghi, giocattoli, profumi, vernici, colori e bigiotteria. Nel 1964 prende in mano le redini del negozio Antonio Bettinsoli, cognato di Elettra, affiancato dalla moglie Dorina Resinelli.
Con la fine degli anni Sessanta il Bazar introduce il commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici ed è in questa occasione che si inserisce la figlia Rosetta, cuore pulsante del Bazar oggi nonché unico proprietario e gestore.
Nel 1977 Antonio trasferisce la proprietà alla moglie Dorina che gestirà il negozio con la figlia Rosetta fino al 2009, quando l’attività passa definitivamente nelle mani della figlia.

Crespi

All’età di 11 anni Angelo Gaetano Enrico Crespi, conosciuto come “Ricuèn” (Enrico), rimane orfano del padre Carlo, abile ciabattino che confezionava anche scarpe su misura.
Enrico, il maggiore di cinque fratelli allevati dalla madre Rosa, va presso un amico del padre, anche lui ciabattino, ad imparare il mestiere.
Dà lì inizia una lunga generazione di commercianti di calzature. Enrico, sposatosi nel 1909 con Anna Colombo di Castellanza, dopo la nascita di due figli decide, nel 1912, di avviare una rivendita di scarpe, acquistate da fabbricanti della zona, e apre un negozio in via Cavour angolo via Cardinal Tosi. La famiglia cresce: arrivano altri due figli e l’attività prospera. Alla fine degli anni Venti acquista in Piazza San Giovanni un vecchio immobile, dove si trovano la scuola “Teresen”, un asilo privato, e una cooperativa alimentare. Abbatte il caseggiato e, nel 1932, a fronte di enormi sacrifici e risparmi, ecco pronta l’attuale casa dove trasferisce l’attività, aiutato dalla moglie e dai figli maschi Carlo e Guglielmo. Carlo sceglierà di continuare l’attività, mentre Guglielmo aprirà un nuovo negozio di calzature.
Nel 1982 Carlo cede l’attività al figlio Pierluigi, che nel 2009 la passa a sua volta alla figlia Serena: è la quinta generazione che opera nel mondo delle calzature.

RAGAZZONI

Ragazzoni Ragazzoni_1 L’attività di Corso XXV Aprile 125 a Erba, ha origine alla fine degli anni Trenta.
La “bottega” aperta da Giovanni in Via Vittorio Emanuele 45 (ora Corso XXV Aprile) nasce principalmente come ombrelleria e cappelleria, vendita di guanti, valigeria, articoli regalo, assortimento tele cerate, riparazioni.
Nel corso degli anni si inserisce la vendita di oggetti di uso comune e delle mode dell’epoca come borse, porta spiccioli, bastoni da passeggio, fino al 1950, quando Giovanni si ritira, lasciando il negozio al figlio e a sua sorella, rinomata modista di cappelli. Nel 1952 l’attività viene ceduta ad una collaboratrice della figlia che si è trasferita dopo il matrimonio, e spostata in zona stazione di Erba con nome Luini.
Nel 1962 la signora Ragazzoni riprende l’attività in via Volta sempre mantenendo l’insegna Ragazzoni e, a distanza di tre anni, si trasferisce nella Galleria del Centro Commerciale (attuale sede) per anni considerata “salotto di Erba”.
Insieme ai figli continua a far crescere il suo negozio fino alla pensione, nel 1994, quando cede l’attività ai figli.

Demaldè

La documentazione reperita dalla titolare del negozio Loredana Rossetti ne testimonia le origini storiche, ubicato da sempre nell’immobile di proprietà del Pio Albergo Trivulzio, probabilmente avuto in donazione. Il primo documento recuperato è una lettera intestata Istituto dei Ciechi nella quale si richiede uno sconto sull’importo dell’affitto annuo che era stato triplicato. Il firmatario definisce il Carlo Martinoli come orefice, e descrive il negozio così: “il locale è un piccolo ambiente angusto”. In una lettera del 12 agosto 1942 invece la Luigia De Bernardi desidera affittare il negozio di oreficeria e già bigiotteria, e ne chiede le referenze. È del 1944 una “Denuncia di contatto verbale di affitto di fabbricati” che assegna il negozio a Fara Longo in Luzio la quale lo trasforma da gioielleria in bigiotteria e lo tiene sino al giugno 1985 data del subentro della titolare attuale, Loredana Rossetti, che ha incaricato un architetto per la progettazione degli interni. La vetrina, è rimasta ancora quella di cento anni fa con le impennate originali, oramai una rarità a Milano nel centro storico e alcune attrezzature d’epoca per orafi, sono conservate al suo interno.
Loredana Rossetti, titolare della ditta Demaldè, inizia a svolgere trentenne la sua attività di vendita gioielli e bijoux nel 1985 insieme al marito, Elvio Demaldè che scompone, assembla e ripara gioielli nel negozio/laboratorio.
Oggi le maggiori testate di riviste femminili scelgono i bijoux Demaldè per i loro servizi di moda e antiquariato. La titolare collabora anche con importanti teatri: il Teatro Piccolo (persino i costumisti che seguono l’opera lirica si avvalgono dei bijoux della collezione) e il Teatro alla Scala, per i loro spettacoli. La ditta Demaldè ha collaborato con Leonardo Volpini alla realizzazione del libro gemelli da polso ed ha partecipato a numerose mostre.
Nel 2004 Loredana ha ottenuto il “Premio Europeo Donna Terziario” quale riconoscimento per l’impegno professionale nel settore Terziario.

A. Mager S.n.c. di Micheletti & Mager

Mager, sessant’anni “ai piedi” della Valle Imagna “Il segreto? Scarpe e pelletteria di alta qualità” Sessant’anni passati “ai piedi” degli abitanti della Valle Imagna. Il negozio di calzature e pelletterie “A. Mager” è un presidio storico del commercio di Sant’Omobono. L’attività fu inaugurata nel 1953 da Amelia Micheletti, che ancora oggi, a 85 anni, distribuisce i suoi preziosi consigli agli affezionati clienti. A darle man forte ci sono la figlia Luigina Mager e dal 2000, il nipote Giordano Facchinetti, entrato di recente nel consiglio di presidenza di Confesercenti Bergamo. Un “team” affiatato, che continua a dimostrarsi vincente anche in tempi di crisi. I tempi sono cambiati e i gusti anche, ma il negozio di famiglia continua a soddisfare le esigenze della sua numerosa clientela. “Quando mia nonna aprì nel 1953 bastavano quattro modelli per servire l’intera valle – spiega divertito Giordano Facchinetti – oggi invece non ne bastano quattromila…” Sapersi adattare e ampliare l’offerta è sempre stato il segreto del successo del negozio. “Mantenere la tradizione e continuare a coccolare i nostri clienti ci ha permesso di arrivare fin qui, anche se non è stato facile. Quello che conta è l’attenzione alla qualità: paga sempre” osserva Facchinetti, che ha saputo tenere l’attività al passo con i tempi: “Abbiamo aperto una pagina Facebook e presto avremo anche il sito Internet. Oggi sono strumenti necessari se si vuole migliorare il rapporto con la clientela”. Guardare avanti è una necessità . Guai, però, dimenticare le origini. “E’ stata mia nonna a farmi imparare il mestiere – racconta Facchinetti – Guardandola ogni giorno le ho rubato i segreti. Ho iniziato da bambino: durante le vacanze venivo qui a vendere le mie prime scarpette. Posso dire di essere diventato grande in negozio. Il ricambio generazionale è fondamentale: tante attività muoiono proprio perché questo non si verifica più”. Ma per restare sulla cresta dell’onda bisogna anche saper “leggere” il momento e regolarsi di conseguenza. “Per contrastare la crisi – sottolinea Facchinetti – abbiamo introdotto marchi di prestigio, ma anche il servizio riparazione, in collaborazione con un calzolaio. La gente ha apprezzato le novità, tanto che i nostri clienti sono aumentati. Da noi vengono anche molti turisti, a conferma dei dati che vedono la Valle Imagna in crescita. Ogni tanto spunta anche qualche straniero”. Sant’Omobono e i suoi commercianti stanno guidando la rinascita di un territorio finora sottovalutato, che solo negli ultimi anni è stato scoperto dal turismo di massa. L’Isot l’associazione degli imprenditori della cittadina termale, propone numerose iniziative per promuovere l’economia valligiana. Facchinetti fa parte con orgoglio del consiglio direttivo: “Ci stiamo impegnando molto e i risultati si vedono. E’ il caso di dire che l’unione fa la forza”.