Bazar Della Dorina

Siamo all’inizio degli anni Sessanta quando Elettra Resinelli, zia dell’attuale proprietaria, decide di dar vita alla prima e unica boutique bazar della storia di Lodrino.
L’attività, strettamente a conduzione famigliare, ha mantenuto intatta la propria offerta: articoli da regalo, casalinghi, giocattoli, profumi, vernici, colori e bigiotteria. Nel 1964 prende in mano le redini del negozio Antonio Bettinsoli, cognato di Elettra, affiancato dalla moglie Dorina Resinelli.
Con la fine degli anni Sessanta il Bazar introduce il commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici ed è in questa occasione che si inserisce la figlia Rosetta, cuore pulsante del Bazar oggi nonché unico proprietario e gestore.
Nel 1977 Antonio trasferisce la proprietà alla moglie Dorina che gestirà il negozio con la figlia Rosetta fino al 2009, quando l’attività passa definitivamente nelle mani della figlia.

Crespi

All’età di 11 anni Angelo Gaetano Enrico Crespi, conosciuto come “Ricuèn” (Enrico), rimane orfano del padre Carlo, abile ciabattino che confezionava anche scarpe su misura.
Enrico, il maggiore di cinque fratelli allevati dalla madre Rosa, va presso un amico del padre, anche lui ciabattino, ad imparare il mestiere.
Dà lì inizia una lunga generazione di commercianti di calzature. Enrico, sposatosi nel 1909 con Anna Colombo di Castellanza, dopo la nascita di due figli decide, nel 1912, di avviare una rivendita di scarpe, acquistate da fabbricanti della zona, e apre un negozio in via Cavour angolo via Cardinal Tosi. La famiglia cresce: arrivano altri due figli e l’attività prospera. Alla fine degli anni Venti acquista in Piazza San Giovanni un vecchio immobile, dove si trovano la scuola “Teresen”, un asilo privato, e una cooperativa alimentare. Abbatte il caseggiato e, nel 1932, a fronte di enormi sacrifici e risparmi, ecco pronta l’attuale casa dove trasferisce l’attività, aiutato dalla moglie e dai figli maschi Carlo e Guglielmo. Carlo sceglierà di continuare l’attività, mentre Guglielmo aprirà un nuovo negozio di calzature.
Nel 1982 Carlo cede l’attività al figlio Pierluigi, che nel 2009 la passa a sua volta alla figlia Serena: è la quinta generazione che opera nel mondo delle calzature.

RAGAZZONI

Ragazzoni Ragazzoni_1 L’attività di Corso XXV Aprile 125 a Erba, ha origine alla fine degli anni Trenta.
La “bottega” aperta da Giovanni in Via Vittorio Emanuele 45 (ora Corso XXV Aprile) nasce principalmente come ombrelleria e cappelleria, vendita di guanti, valigeria, articoli regalo, assortimento tele cerate, riparazioni.
Nel corso degli anni si inserisce la vendita di oggetti di uso comune e delle mode dell’epoca come borse, porta spiccioli, bastoni da passeggio, fino al 1950, quando Giovanni si ritira, lasciando il negozio al figlio e a sua sorella, rinomata modista di cappelli. Nel 1952 l’attività viene ceduta ad una collaboratrice della figlia che si è trasferita dopo il matrimonio, e spostata in zona stazione di Erba con nome Luini.
Nel 1962 la signora Ragazzoni riprende l’attività in via Volta sempre mantenendo l’insegna Ragazzoni e, a distanza di tre anni, si trasferisce nella Galleria del Centro Commerciale (attuale sede) per anni considerata “salotto di Erba”.
Insieme ai figli continua a far crescere il suo negozio fino alla pensione, nel 1994, quando cede l’attività ai figli.

Demaldè

La documentazione reperita dalla titolare del negozio Loredana Rossetti ne testimonia le origini storiche, ubicato da sempre nell’immobile di proprietà del Pio Albergo Trivulzio, probabilmente avuto in donazione. Il primo documento recuperato è una lettera intestata Istituto dei Ciechi nella quale si richiede uno sconto sull’importo dell’affitto annuo che era stato triplicato. Il firmatario definisce il Carlo Martinoli come orefice, e descrive il negozio così: “il locale è un piccolo ambiente angusto”. In una lettera del 12 agosto 1942 invece la Luigia De Bernardi desidera affittare il negozio di oreficeria e già bigiotteria, e ne chiede le referenze. È del 1944 una “Denuncia di contatto verbale di affitto di fabbricati” che assegna il negozio a Fara Longo in Luzio la quale lo trasforma da gioielleria in bigiotteria e lo tiene sino al giugno 1985 data del subentro della titolare attuale, Loredana Rossetti, che ha incaricato un architetto per la progettazione degli interni. La vetrina, è rimasta ancora quella di cento anni fa con le impennate originali, oramai una rarità a Milano nel centro storico e alcune attrezzature d’epoca per orafi, sono conservate al suo interno.
Loredana Rossetti, titolare della ditta Demaldè, inizia a svolgere trentenne la sua attività di vendita gioielli e bijoux nel 1985 insieme al marito, Elvio Demaldè che scompone, assembla e ripara gioielli nel negozio/laboratorio.
Oggi le maggiori testate di riviste femminili scelgono i bijoux Demaldè per i loro servizi di moda e antiquariato. La titolare collabora anche con importanti teatri: il Teatro Piccolo (persino i costumisti che seguono l’opera lirica si avvalgono dei bijoux della collezione) e il Teatro alla Scala, per i loro spettacoli. La ditta Demaldè ha collaborato con Leonardo Volpini alla realizzazione del libro gemelli da polso ed ha partecipato a numerose mostre.
Nel 2004 Loredana ha ottenuto il “Premio Europeo Donna Terziario” quale riconoscimento per l’impegno professionale nel settore Terziario.

A. Mager S.n.c. di Micheletti & Mager

Mager, sessant’anni “ai piedi” della Valle Imagna “Il segreto? Scarpe e pelletteria di alta qualità” Sessant’anni passati “ai piedi” degli abitanti della Valle Imagna. Il negozio di calzature e pelletterie “A. Mager” è un presidio storico del commercio di Sant’Omobono. L’attività fu inaugurata nel 1953 da Amelia Micheletti, che ancora oggi, a 85 anni, distribuisce i suoi preziosi consigli agli affezionati clienti. A darle man forte ci sono la figlia Luigina Mager e dal 2000, il nipote Giordano Facchinetti, entrato di recente nel consiglio di presidenza di Confesercenti Bergamo. Un “team” affiatato, che continua a dimostrarsi vincente anche in tempi di crisi. I tempi sono cambiati e i gusti anche, ma il negozio di famiglia continua a soddisfare le esigenze della sua numerosa clientela. “Quando mia nonna aprì nel 1953 bastavano quattro modelli per servire l’intera valle – spiega divertito Giordano Facchinetti – oggi invece non ne bastano quattromila…” Sapersi adattare e ampliare l’offerta è sempre stato il segreto del successo del negozio. “Mantenere la tradizione e continuare a coccolare i nostri clienti ci ha permesso di arrivare fin qui, anche se non è stato facile. Quello che conta è l’attenzione alla qualità: paga sempre” osserva Facchinetti, che ha saputo tenere l’attività al passo con i tempi: “Abbiamo aperto una pagina Facebook e presto avremo anche il sito Internet. Oggi sono strumenti necessari se si vuole migliorare il rapporto con la clientela”. Guardare avanti è una necessità . Guai, però, dimenticare le origini. “E’ stata mia nonna a farmi imparare il mestiere – racconta Facchinetti – Guardandola ogni giorno le ho rubato i segreti. Ho iniziato da bambino: durante le vacanze venivo qui a vendere le mie prime scarpette. Posso dire di essere diventato grande in negozio. Il ricambio generazionale è fondamentale: tante attività muoiono proprio perché questo non si verifica più”. Ma per restare sulla cresta dell’onda bisogna anche saper “leggere” il momento e regolarsi di conseguenza. “Per contrastare la crisi – sottolinea Facchinetti – abbiamo introdotto marchi di prestigio, ma anche il servizio riparazione, in collaborazione con un calzolaio. La gente ha apprezzato le novità, tanto che i nostri clienti sono aumentati. Da noi vengono anche molti turisti, a conferma dei dati che vedono la Valle Imagna in crescita. Ogni tanto spunta anche qualche straniero”. Sant’Omobono e i suoi commercianti stanno guidando la rinascita di un territorio finora sottovalutato, che solo negli ultimi anni è stato scoperto dal turismo di massa. L’Isot l’associazione degli imprenditori della cittadina termale, propone numerose iniziative per promuovere l’economia valligiana. Facchinetti fa parte con orgoglio del consiglio direttivo: “Ci stiamo impegnando molto e i risultati si vedono. E’ il caso di dire che l’unione fa la forza”.

Mutinelli di Matteo Giulio Mutinelli e C. S.a.s.

La ditta Mutinelli, premiata cappelleria, viene fondata alla fine dell’800 nella città di Milano.

Il negozio viene aperto in quello che oggi è conosciuto come C.so Buenos Aires , nei locali di un palazzo di allora nuova costruzione, nato dalle ceneri dell’antico Lazzaretto.

In quel periodo il negozio era fuori dazio poiché i caselli di Porta Orientale (oggi Porta Venezia) segnavano i limiti dell’area cittadina.

Il fondatore Fausto Mutinelli avviò dunque l’attività in un periodo florido per il cappello, potendo contare su una moda che considerava imprescindibile l’utilizzo di un accessorio tanto importante.

La Cappelleria dunque, fondata nel 1888, è rimasta per più di 120 anni negli stessi locali subendo poche sostanziali modifiche negli spazi e negli arredi e mostrando tutt’oggi inequivocabili testimonianze della sua storia.

La realtà urbana della città di quei tempi era ben diversa dall’attuale.

Oggi, ormai pienamente entrati nel terzo millennio, siamo abituati ad un Corso caotico ed in continuo movimento, ad una grande arteria in cui il traffico automobilistico non cessa nemmeno nel cuore della notte, ad un punto di riferimento commerciale per i milanesi e per gli stranieri che da tutte le parti del mondo si recano a Milano per lavoro o per turismo.

Ben diversa era invece la situazione nel periodo in cui Fausto Mutinelli decise di aprire la sua attività in quella che allora si chiamava Via di Porta Orientale.

In piazzale Loreto i milanesi facevano la passeggiata fuori dazio; partendo da piazzale Oberdan arrivavano alla cascina, che là si trovava, e mangiavano pane e salame, accompagnando il tutto con un buon bicchiere di vino e le canzoni del Barbapedana, il noto cantastorie.

Nella stessa cascina, una volta inaugurato il tram a cavalli, veniva fatto il cambio degli animali prima della tratta per Monza.

Tutto questo ai primi del ’900.

All’inizio della sua attività Fausto si avvaleva di un laboratorio in cui venivano fatte le riparazioni dei feltri usati, cappelli su misura e cappelli nuovi per la vendita in negozio.

Nel 1916 Fausto Mutinelli partecipò all’Esposizione Internazionale del Lavoro e i suoi cappelli vennero premiati col “Gran Premio e Medaglia d’Oro”.

Era quello ancora un momento eccezionale per la cappelleria nazionale e oggi è possibile ammirare all’interno del negozio, custodito in una teca, il diploma commemorativo dell’avvenimento.

All’incirca verso la metà degli anni trenta il figlio Dante decise di chiudere il laboratorio riservandosi solo di continuare le riparazioni, vista l’abitudine ormai affermata di acquistare il cappello già pronto e di non “pretendere” più un prodotto su misura, pregiato sì, ma costoso; il pret a porter si è imposto anche in questo nobile accessorio e l’“informatore”, strumento indispensabile per prendere le giuste misure della testa dei clienti, oggi non è che un originale pezzo da museo.

Con la scomparsa di Dante, nel 1967, le redini del negozio rimasero saldamente nelle mani del figlio Maurizio che fin da ragazzo aveva cominciato ad operare nell’attività di famiglia.

Maurizio ci lascia nel 2012 ma consegna nelle mani del figlio Matteo che lo affianca dai primi anni Novanta tutta l’esperienza e le conoscenze accumulate in sessant’anni di militanza appassionata nel mondo della produzione e della vendita del cappello.

Entrare nella Cappelleria Mutinelli è come spiccare un salto nel passato del quartiere di Porta Venezia, rivivendo sapori e atmosfere ormai sopite.

I locali della cappelleria hanno mantenuto la pavimentazione originaria, e le strutture in ferro battuto, che contraddistinguono le vetrine e l’insegna esterna, si possono far risalire ai primi del ‘900.

Macchinari e attrezzi come vaporizzatori, allarga/cappelli, forme di legno arricchiscono gli arredi della cappelleria; arredi che sono stati rinnovati negli anni ma sempre nel segno di una continuità di stile e di una ricerca di armonia con le strutture originali esistenti.

Di notevole impatto estetico le maniglie in ottone dell’ingresso in perfetto stile dell’epoca.

La merceologia offerta dalla Cappelleria Mutinelli verte quasi esclusivamente sul cappello per uomo e donna.

I copricapo di produzione pressoché totalmente italiana provengono dalle fabbriche e dai laboratori più qualificati del nostro paese in modo da offrire alla clientela, che da ogni nazione del mondo giunge a Milano, il meglio che il settore possa vantare.

Il cappello italiano è conosciuto e ricercato in tutto il mondo e rappresenta un’eccellenza, seppure di nicchia, di cui dobbiamo andare orgogliosi.

La stampa nazionale e straniera, conscia di questa specialità, non ha mai lesinato attenzioni alla Cappelleria Mutinelli, ottenendo dai titolari informazioni curiose e circostanziate con cui condire interessanti articoli su come viene trattato l’accessorio cappello nella città della moda.

Feltri di lepre, berretti nei tessuti migliori, cappelli sportivi per uomo e donna leggeri e invernali, cappelli da cerimonia per signora, cilindri, bombette, cappelli da cow boy e affini, cappelli impermeabili, panama extrafini, paglie leggere per la stagione estiva, cuffie, cuffiette, turbanti, bandane, passamontagna..

sono solo un esempio di quello che una cappelleria specializzata può offrire ai clienti.

La Cappelleria Mutinelli, come poche altre sul territorio nazionale, può vantare dunque una tradizione consolidata che si traduce in competenza e capacità di interpretazione delle esigenze del cliente nel momento in cui quest’ultimo si avvicina, anche da neofita, ad un mondo oggi forse considerato un po’ originale come quello del cappello.

Da sempre inoltre personaggi del mondo dello spettacolo, dell’arte e della cultura hanno come punto di riferimento la Cappelleria Mutinelli.

Calzature Nebuloni S.n.c. di Nebuloni Michela e C.

La storia di questa attività risale al lontano 1923, quando Nebuloni Piero Giuseppe aprì la prima bottega di

scarpe a Parabiago in via IV Novembre.

Nebuloni Piero Giuseppe nasce a Parabiago il 01/05/1897; è di origine contadina e da ragazzo aiuta i

genitori nei campi, ma il suo obiettivo non è l’agricoltura, bensì il mondo della calzatura.

Da giovanissimo costituisce con un altro ragazzo una squadra di lavoro, la cosiddetta “batteria”, formata da

giovani volenterosi con i quali inizia a produrre scarpe da uomo, commercializzate con successo a Milano e

dintorni.

In seguito, però, i suoi obiettivi divergono da quelli degli altri che puntano sulla quantità, a scapito della

qualità che lui continua a ricercare.

Lascia quindi il gruppo, aprendo a Parabiago il primo negozio di scarpe, conosciuto come PREMIATA

CALZOLERIA GIUSEPPE NEBULONI, dove esercita la sua arte di confezionare e vendere calzature in serie

e su misura da uomo, producendo francesine e derby, i modelli allora in voga, arrivando a 10 paia alla

settimana. Tutti in paese lo conoscono come “Peppin Sciabalèta”.

Passano gli anni e il negozio viene sistemato e ingrandito, introducendo anche scarpe da donna, da

bambino e ciabatte, acquistate da altri artigiani .

Alla giovane età di dieci anni il figlio minore, Graziano, viene introdotto nell’attività , imparando lui stesso a

confezionare scarpe.

Quando, però, nel 1963 Peppin muore e lui rileva il negozio, decide di smettere di produrre e di dedicarsi

invece alle riparazioni, tanto che, con la crisi del 1968 e il drastico crollo delle vendite, queste sono ciò che

gli consente di rimanere a galla e superare questo difficile momento.

Nel 1975 l’attività è di nuovo in crescita, il negozio viene ristrutturato e ingrandito e anche la moglie Anna vi

trova lavoro.

Nel 2000 Graziano va in pensione e a lui subentrano le figlie Michela e Veronica, che con la mamma stanno

proseguendo questo lungo cammino.

Nonostante i cambi generazionali, questo negozio è rimasto attaccato alle sue tradizioni e alle idee

care al nonno : la qualità non deve mancare mai!!! La priorità viene sempre data a materiali e prodotti,

selezionando gli artigiani a cui affidare la produzione, il tutto tutelando sempre il MADE IN ITALY e

garantendo un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Con le molteplici proposte tra uomo, donna e bambino e la vasta scelta di borse e accessori, la voglia è

quella di accontentare proprio tutte le esigenze, anche di chi, uomini o donne, ha misure un po’ più piccole.

Qui potrete trovare un rapporto ancora UMANO, venendo accolti con un sorriso e seguiti con pazienza e

disponibilità durante gli acquisti, soprattutto nei riguardi dei clienti più piccoli….

….con l’ambizioso obiettivo di continuare a crescere insieme a loro e raggiungere nuovi traguardi!!!!!

Questo negozio ha ottenuto i seguenti riconoscimenti :

2003 IMPRENDITORIA FEMMINILE

2011 MILANO PRODUTTIVA

2012 STORICA ATTIVITA’