D.G.V. di Girolamo Luigi C. S.n.c. Gran Caffè Liberty Ristorante Enoteca Caffè

– Origine e breve storia dell’attività
Nella piazza dove spicca la fontana con la statua di Ercole, sotto il porticato cinquecentesco, i primi del Novecento venne aperto il Caffè del Popolo nei locali già dell’Archivio Storico Civico e della Pretura.
L’allestimento liberty con boiserie e specchi, ottoni e vetri, si è conservato fino ad oggi. Il locale fu ribattezzato Gran Caffè Savoia negli anni Trenta da Giovanni Picinelli e Caffé Centrale nel dopoguerra.
Nel 1996 Luigi Di Girolamo e la moglie Greta Gualeni, dopo uno scrupoloso restauro dei locali. rilanciarono il locale con l’attuale denominazione: Gran Caffè Liberty. Alla caffetteria è stato abbinato un servizio ristorante, con uno plateatico estivo nella piazza ed una distesa di tavoli sotto il porticato fra gli archi del palazzo comunale. All’attività di ristorazione sono stati abbinati importanti eventi musicali, attirando una clientela scelta da un ampio bacino territoriale, anche grazie all’ottima cucina guidata da Greta.

– I valori a cui vi ispirate
Il Gran Caffè Liberty da sempre ha scelto la formula bistrot per cui è possibile fare colazione la mattina, pranzare, bere un aperitivo la sera e cenare.
Tutti i dettagli, dalla qualità del prodotto, sempre i migliori, sempre freschissimi, il pesce solo pescato, alle tecniche di cottura, al servizio in sala sono curati con grande attenzione.
L’esperienza che si vuole proporre all’ospite che visita il Gran Caffè Liberty ed alle sue magnifiche sale è intensa ed unica al mondo.

– I vostri punti di forza
Un menu decisamente a favore del pesce di mare, ogni giorno freschissimo e delle bollicine di ogni religione,
con anche una proposta di piatti della tradizione mantovana eseguiti con una passione sorprendente. Molto interessante la carta dei vini, con tanta Francia ed il meglio del Bel Paese, armato l’esercito dei distillati, con piacevoli sorprese vintage.

– Curiosità
Il ristorante racconta un passato ricco di storia con soffitti alti 5 metri, vetrate a piombo, graniglia decorata ai pavimenti. L’atmosfera suggestiva riporta alla Belle Epoque, un momento di storia che esaltava il gusto del bello
e l’eleganza. In questo ambiente prestigioso ed ospitale spicca al centro della sala principale un pianoforte a coda nero che allieta le serate degli ospiti. Il venerdì sera, dall’autunno alla primavera, importanti musicisti si esibiscono suonando musica jazz. Periodicamente vengono allestite esposizioni di scultura, dove una selezione degli artisti contemporanei più rappresentativi propongono con le loro opere. L’assoluta originalità, la grande bellezza e ricchezza degli interni del Gran Caffè Liberty è inoltre a disposizione di fotografi e registi come set per i loro shooting.

Trattoria Visconti di Visconti Maria Fiorella

La presenza di un locale con mescita del vino e giochi delle bocce, risale agli ultimi anni del 1800. I primi documenti in nostro possesso che attestano l’esistenza della trattoria sono datati 1932. Leone Visconti nato nel 1893 nella frazione Genestaro di Ambivere, sposato e padre di 5 figli, viene a conoscenza del fallimento “della ditta Alborghetti Pietro Antonio fu Carlo” in centro al paese e concorre all’acquisto “degli stabili di compendio dell’attività fallimentare” in via Umberto I ad Ambivere. Viene a lui assegnato lo stabile e il terreno circostante con “Diritto inoltre a subingredire nella licenza di trattoria. Il tutto per il quietanzato prezzo di Lire Trentottomila” come risulta dalla “Nota di trascrizione” del “Regio ufficio delle ipoteche di Bergamo in data 25 Aprile 1932 X°”.

Leone Visconti, con la moglie Adelina Locatelli, gestisce la trattoria fino al 1969. Nonno Leone si occupava della cantina e coltivava lui stesso con l’aiuto dei figli i terreni ed i vigneti delle colline circostanti. Nonna Adelina cucinava animali da cortile che lei stessa allevava e preparava pranzi nelle occasioni festose del paese. Nel 1969 lascia in eredità casa, terreni e licenza di trattoria ad uno dei figli, Alfredo, che ha continuato il lavoro intrapreso dal padre. Alfredo coltiva tutt’ora ad orto il terreno circostante, rimasto intatto al processo di urbanizzazione del paese. Dal 1992 la licenza viene trasferita a Visconti Maria Fiorella, ma la concessione ha comportato una ristrutturazione dei locali. Oltre all’adeguamento secondo le normative di sicurezza e igienico-sanitarie, si è voluto studiare e realizzare un progetto di recupero globale dell’edificio. Nel 2000 è stato attuato un intervento di completa ristrutturazione finalizzato a rivalutare aree che venivano poco utilizzate, mettendo in evidenza e parti architettoniche nascoste. Il risultato è un edificio dall’aspetto elegante e dai caratteri storici, adibito a trattoria al piano terra e ad abitazione al piano superiore.

La casa padronale, risale con molta probabilità al 1600 e si è sviluppata accanto di una torre medievale, citata in un manoscritto di Donato Calvi conservato nella biblioteca civica di Bergamo Alta. Il testo riporta le origini del paese, sorto attorno alle tre torri principali: una sulla collina dove ora si trova il santuario della Madonna del Castello, abbattuta nel 1800. La seconda chiamata “Torre dei Leoni” situata a trenta metri di distanza dalla “Torre dei Visconti”, parte integrante della trattoria.

Nell’interrato trova spazio la cantina, al pianterreno la cucina, il primo e il secondo piano sono adibiti ad abitazione. L’edificio attiguo alla torre è sorto e utilizzato per secoli come dimora padronale, con portico ed archi, sicuramente per quei tempi elegante anche se a carattere rurale. L’abitazione è arieggiata, luminosa, con una vasta aia e con spaziosi granai simile ad altre che caratterizzano Ambivere e i centri storici dell’Isola bergamasca, ma contraddistinta da una fortificazione vista la posizione strategica alle pendici del monte Canto. Il portico con colonne in pietra verso la corte interna è stato chiuso con vetrate sin dagli anni ’60. É un esempio di architettura povera, ma come già detto elegante, fatta dall’uomo per vivere e per lavorare, interessante non solo per i suoi caratteri stilistici, ma per i materiali costruttivi propri della tradizione locale. Le colonne, gli architravi e i contorni di porte e fineste sono in pietra serena, così come le scale che conducono ai piani superiori. I soffitti in legno sono stati sabbiati e cerati durante la fase di ristrutturazione.

In un documento del 1932 si cita la presenza di pavimenti in cotto, in seguito sostituiti dalla graniglia. Sfruttando la falda acquifera sottostante, gli abitanti hanno sempre potuto godere di acqua in abbondanza grazie al pozzo in pietra realizzato nel 1901. Nei lavori di ristrutturazione si è portato alla luce anche un forno per il pane di cui si ignorava l’esistenza. Un finestrino e un muro in pietra con una chiave in ferro campeggia nella sala ristorante. I mobili e gli arredi sono in gran parte gli stessi che si trovavano nella trattoria all’atto dell’acquisto nel 1932, ora opportunamente restaurati, altri provengono da un acquisto ad un’asta nella città di Bergamo nel 1947. L’ingresso della trattoria è sempre stato ad ovest dell’edificio. I primi documenti indicano Via Umberto I, in seguito Via Maggiore civico n°17 ed ora via A. De Gasperi civico n°12.

Io Sottoscritta Visconti Maria Fiorella, attuale titolare della Trattoria Visconti, dichiaro che quanto sopra riportato corrisponde a realtà.