Gualini Andrea e C S.n.c.

La data di inizio dell’attività della ferramenta non è certa, si è attribuito l’anno 1806 in quanto il documento più antico ritrovato dai titolari è una fattura conservata nell’archivio storico della Parrocchia di Carobbio degli Angeli nel quale si attesta un debito sorto tra il parroco Don Marco Spinelli e “Paolo e fratelli Gualini” datato 23 febbraio 1806 per la vendita di diversi manufatti in ferro, chiavi e serrature, piccole falci, anelli per catene e riparazione di cerchi dei mastelli.

Nel corso delle loro ricerche, gli attuali proprietari sono riusciti a ricostruire le otto generazioni di Gualini che hanno guidato l’azienda, fin da Paolo Gualini (1768-1836), seguito poi da Giovanni (1796-1834) e da Domenico Eugenio Pantaleone (1822-1891). È molto probabile che in tutti e tre i casi l’attività fosse condotta dai proprietari insieme a uno o più fratelli, come da riferimenti trovati nelle fatture e nei documenti.

Dal 1999 la società è composta da Antonio, sua moglie Sandra e il figlio Andrea.

L’attività svolta ed i prodotti offerti dai Gualini furono in continuo mutamento nei periodi storici affrontati e sono dimostrazione di grande flessibilità, elasticità nella gestione e capacità di adattamento al mercato. Grazie alle fatture reperite e conservate in copia presso la sede dell’azienda e le annotazioni sul Registro ditte è stato possibile ricostruirne i passaggi principali.

L’attività tipica è sempre stata la vendita di generi di ferramenta e la costruzione di manufatti in ferro che, nell’Ottocento, date le caratteristiche del sistema economico, riguardavano in gran parte la vendita e la riparazione di attrezzi agricoli. Già dal 1860 tra i prodotti offerti erano incluse le armi da fuoco, come emerso da una fattura emessa verso il Comune di Trescore per la vendita e riparazione di baionette per la Guardia Nazionale. Nei primi del Novecento l’attività svolta si allarga in diverse direzioni: da un’inserzione sulla Gazzetta Provinciale di Bergamo del primo maggio 1909 si può rilevare che l’azienda continuava a vendere armi da fuoco, aveva introdotto la vendita di macchine da cucire e la fabbricazione e riparazione di biciclette, in particolare era dato risalto a quest’ultima attività. Nel 1941 è annotata sul Registro ditte l’inizio della trebbiatura del grano, un’attività completamente al di fuori delle mansioni solite della ferramenta, che non durò però molto, cessando prima del 1950. Grazie alla nonna dell’attuale proprietario l’azienda iniziò la vendita di articoli casalinghi: piatti, bicchieri, pentole e simili, ancora oggi fra le attività tipiche. Nel 1954 diventò pesa pubblica. Nel 1973 cessano le costruzioni in ferro, portate avanti con l’apertura di una nuova società; da quel periodo la ferramenta si concentrò principalmente sull’attività di commercio, introducendo la vendita di giocattoli, macchine agricole, carbone, stufe economiche, bombole del gas e kerosene, mentre continuava la vendita di generi di ferramenta e casalinghi.

Attualmente, come da tradizione, la gamma di articoli offerti dalla Ferramenta Gualini è molto vasta e comprende: articoli di ferramenta, utensileria e fai da te, vernici, servizi di duplicazione chiavi, vendita e assistenza per radiocomandi, attrezzi e arredamento da giardino, stufe e articoli per riscaldamento e climatizzazione, casalinghi, liste nozze e articoli da regalo.

Prato Tranquillo S.n.c.

LA STORIA

Nel 1927 in viale Bligny non c’era quasi nulla, se si escludono le basse case fuori le mura di Porta Vigentina che si affacciavano sulla via e che s’inoltravano per qualche centinaio di metri lungo via Ripamonti, verso la campagna.

In viale Beatrice d’Este “c’erano i prati”, costeggiati da un sentiero che si percorreva a piedi, e in corrispondenza della porta esisteva ancora l’antico casello del dazio.

Era un momento di fermento per la realtà milanese: nuovi palazzi e nuove istituzioni destinate a rimanere fino ai nostri giorni, stavano disegnando lentamente la nuova geografia di una città che cresceva in fretta.

In questo scenario d’altri tempi Tranquillo Prato, carabiniere, apre una coltelleria con vendita di articoli per calzoleria e per la casa, unica nella zona, dove si affilavano lame di ogni genere, comprese le lamette da barba, che alcuni clienti portavano anche in pacchi da 100 e che venivano affidate alla piccola Giovanna per l’affilatura.

Quando la seconda guerra mondiale lo chiama alle armi, la moglie Maria, che con lui conduce il negozio, si trova a farsi carico dell’intera attività, oltre che dei fi gli Giovanna e Ambrogio, ancora piccoli.

È un periodo difficile per tutti, anche perché l’edificio nel quale si trova la coltelleria viene distrutto dai bombardamenti. Trascorre qualche tempo poi, dopo 2 anni passati in un piccolo locale in via Ripamonti assegnatogli dal Comune durante la ricostruzione, nel 1948 nasce la nuova bottega al n° 66 di Viale Bligny, proprio di fronte al vecchio negozio distrutto.

Negli anni ‘60 – ‘70 durante la gestione di Giovanna e Ambrogio, sono stati ampliati i locali che fungevano da magazzini per far fronte sia all’aumento delle tipologie di merce venduta sia all’afflusso di nuovi clienti. Pian piano, a seguito della maggior richiesta, è stato incrementato anche il settore degli articoli casalinghi.

Dopo 35 anni di gestione di Giovanna e Ambrogio, dal 2005 sono subentrati nell’attività i nipoti di nonno Tranquillo, Raffaella e Claudio, figli di Giovanna.
Ma ben poco è cambiato. L’arredamento del negozio risale a prima del 1948 come ad esempio tutta la serie di piccoli cassetti che un amico del signor Tranquillo aveva creato con maestria e che ancora oggi vengono utilizzati per la minuteria della ferramenta. Gli scaffali sono ancora pieni di ogni genere di mercanzia e la gentilezza e l’attenzione per le richieste del cliente sono sempre l’aspetto più importante. Il tempo sembra scorrere lentamente, solo una cosa è cambiata: la città là fuori.

I PRODOTTI

Ciò che non si trova nel megastore qui c’è, parola di Giovanna Prato.

Dal chiodo al vaso in cristallo, dal cacciavite al servizio di piatti, passando per lo schiacciapatate, le pentole e, naturalmente, i coltelli, nella bottega di viale Bligny non manca veramente nulla per quanto concerne i casalinghi e gli articoli di ferramenta.

LA CLIENTELA

Il negozio, così come i suoi proprietari, è conosciuto da tutti gli abitanti della zona.

Se si pensa che la signora Giovanna lavora qui da quando aveva 11 anni – allora andava ad aiutare papà dopo la scuola – è facile immaginare come, di genitore in figlio, le generazioni di clienti si siano susseguite nel tempo.

“Magari non facciamo tanta messa in scena”, dice Giovanna Prato, che è ancora in negozio ad aiutare i due figli, “ma i clienti qui trovano tutto e magari risparmiano qualcosa”.

Chi lo frequenta lo sa. E torna.

Michele Gatti

La “Ferramenta Gatti” inizia la sua attività due secoli fa, nel 1890 circa. Non esistono documenti ufficiali che riportano date precise in quanto l’attività commerciale era svolta “porta a porta” con un carretto. L’attuale titolare della ferramenta è Gatti Michele (classe 1980) che ha seguito le orme del padre (Angelo) che collaborava coi fratelli (Battista ed Elisabetta) in quello che a Pontoglio è conosciuto come il negozio del “maiulì”, termine dialettale che indica la maiolica. Precedentemente si sono succeduti il trisnonno, il bisnonno (che si stabilì nella sede attuale nel lontano 1940), e a seguire zii e padre di Michele. I servizi offerti sono molto cambiati nel corso degli anni; ora oltre alla classica vendita di ferramenta, casalinghi, articoli per il giardino e colori si sono aggiunti servizi più dinamici quali: affilatura lame, servizio chiavi e duplicazione telecomandi.

Cottinelli Daniele Camillo

Fondata nel 1894 da Luigi Cottinelli, passata poi dal figlio Carlo e ora dal nipote Daniele Cottinelli che è tuttora il titolare. L’arredo era ed è composto da cassettiere e un banco di vendita di fattura artigianale è specializzata in serrature, minuterie, maniglie per mobili e casa, duplicazioni chiavi, articoli per giardinaggio e articoli casalinghi.

La ferramenta e casalinghi è ubicata in un edificio di interesse storico dove è nata la Santa Vincenza Gerosa, posto nelle immediate vicinanze di piazza XIII Martiri detta anche Piazza del Porto centro della vita commerciale e sociale del paese. Dal 1894 ad oggi la ferramenta e casalinghi Cottinelli è sempre stata nella stessa sede.