Edicola Labò

L’edicola Labò ha coinvolto fino ad oggi tre generazioni della stessa famiglia e spera di continuare così nel futuro. È una testimone della storia di Milano e soprattutto di piazza del Duomo dove, nel 1951, Fernando Labò, invalido di guerra, ottiene dal Comune la licenza per la vendita di giornali, aiutato dalla moglie, Maddalena Passalacqua.
Fernando voleva aprire un’attività in proprio che assecondasse la sua passione per l’informazione, omaggio alla riconquistata libertà di opinione, di espressione e di stampa, e insieme, che riscattasse la famiglia dai grandi dolori, dai sacrifici e dalle privazioni della guerra che lo avevano segnato sia nel corpo che nel morale, senza però piegarlo.
L’esercizio, all’inizio, era costituito da un tavolo da campeggio e una valigia: la sera le riviste tornavano nella valigia che veniva riposta nel vicino Bar Commercio.
Poi divenne una piccola edicola, ampliata sino a metà dei portici meridionali di piazza del Duomo, e, successivamente, una terza edicola che ha raggiunto i portici.
Giampiero Luigi Labò, figlio di Fernando, gestisce l’edicola dal 1987 al 2009 quando, a causa degli impegni dovuti alla carica di Presidente dello SNAG (Sindacato Nazionale Giornalai) – Confcommercio di Milano, affitta l’attività fino al 2013, anno in cui ha ripreso a gestirla con l’aiuto della moglie, Maria Carmela Foddai e dei figli Stefano e Lorenzo, futuri gestori dell’edicola come da tradizione della famiglia Labò.
L’edicola adesso è posizionata fuori dai portici, come deciso nell’ambito del progetto di arredo urbano di piazza Duomo voluto dal Sindaco Moratti.
L’edicola ha tutte le pubblicazioni italiane ed estere oltre a vendere i biglietti ATM, o le guide turistiche, mappe e i biglietti Bus City Tour.

Franzoni Antenorina

A Villimpenta, grazioso paesino dell’Est Mantovano vicino al confine con la provincia di Verona, si trova la più antica edicola d’Italia per tramando di generazioni. Stiamo parlando della rivendita di Antenorina Franzoni, ubicata al civico 75 di piazza Roma.
L’attività fu avviata da Emilia Franzoni a inizio Novecento, alla quale subentrò poi il figlio Bruno insieme alla moglie Fedora Filippin (nel 1959) e, in seguito, la nipote Antenorina, che da decenni la gestisce supportata nei fine settimana dal figlio Matteo.

Nel 1990 l’edicola Franzoni fu premiata con la medaglia d’oro “Sinagi” come «più antica bottega a gestione familiare di tutto il mantovano che quotidianamente vende alla gente informazione e cultura». Nell’attiguo e comunicante negozio, sempre di proprietà della signora Antenora, si vendono dal 1970 anche piante, fiori e ceramiche artistiche. Sui due banconi di legno risalenti alla seconda metà dell’800, ogni mattina vengono disposti i quotidiani. Le scansie, realizzate artigianalmente, dove prevalentemente
oggi vengono riposte le ceramiche, sono le stesse da quasi ottant’anni, ossia da quando la signora Emilia spostò la sua attività dal chiosco posto ai piedi della torre campanaria al negozio.
Gli stessi tendoni esterni, che in quasi un secolo d’esposizione al sole e alle intemperie sono stati più volte sostituiti, hanno mantenuto l’insegna originale, prettamente rifatta a mano dalla titolare, che prima di rilevare l’attività dei genitori aveva avuto un breve passato da insegnante di disegno. Come dire, impara l’arte e mettila da parte, perché un giorno potrebbe servire.
Altra caratteristica del negozio-edicola di Antenorina Franzoni è che nei pomeriggi d’estate diviene uno dei punti d’incontro del piccolo paesino di provincia. Cosa che avveniva anche in passato. Il signor Bruno, padre di Antenora, era infatti anche un celebre pittore naif che amava esporre i propri dipinti all’interno dell’edicola di Piazza Roma. Dagli anni post-bellici fino all’inizio degli anni ’80 il Franzoni allestì delle vere e proprie mostre tra le mura della sua rivendita che gli valsero numerosi riconoscimenti, sia in Lombardia che nel vicino Veneto e nell’Emilia Romagna. Restano storiche le visite di Pier Paolo Pasolini – presente in quel tempo a Villimpenta per girare alcune riprese del film “Salò e le 120 giornate di Sodoma” all’interno della Villa Gonzaghesca detta Zani – e di un giovanissimo Lucio Dalla. Nel 2004 l’Amministrazione Comunale di Villimpenta insignì Antenorina Franzoni di un diploma benemerito in memoria del padre-artista, nonché concittadino e profumista. Si legge sull’attestato: “In ricordo di Bruno Franzoni, pittore-bottegaio dai tratti gentili che con eclettica personalità ed ingegno ha fissato le calde sfumature delle proprie radici. Che il nostro pensiero possa arricchirsi, attraverso ciò che hanno visto i suoi occhi, della fierezza di appartenere al proprio Paese”. Dal 2010 l’Antica Edicola Franzoni fa ufficialmente parte dell’albo della Regione Lombardia riservato alle attività storiche.