OREFICERIA RIBOLA

Le tracce più antiche di cui si ha traccia negli archivi della camera di commercio di Brescia risalgono al 3 ottobre 1887: da un documento si evince che Maddalena Pietroboni, con il consenso del marito Giuseppe Dilda, gestisce sotto la ditta “M. Dilda” un negozio di oreficeria in Via Orefici.
Nel 1918 a Maddalena succede la ditta Avogadro Libero specializzata nel commercio di orologeria oreficeria che, nel 1930 si trasferisce prima in via Trento, poi in via San Faustino n. 5.
Ad agosto del 1934 viene presentata la denuncia di cessazione di esercizio perché il fisco è troppo grave e il commercio scarso.
Dal 1935 al 1959 la ditta diventa di Guido Ribola, fino alla comunicazione alla CCIAA di cessazione dell’esercizio.
A proseguire l’attività del mariti ci pensa la moglie Giuseppina Ghilotti col commercio e le riparazioni di articoli di orologeria.

Nel 1971 Giuseppina cede l’esercizio a Remo Rossini che prosegue con la vendita al dettaglio di orologi ed oggetti preziosi.

Nel 1994 l’attività passa a Guido, suo figlio, che ha iniziato la sua attività di orafo nel 1982. È lui che nel 1998 modifica la denominazione della ditta in quella attuale “Ribola di Rossini Guido” e l’insegna in “RIBOLA”.
L’8 aprile 2002 Guido trasferisce la sede della ditta “Ribola di Rossini Guido”, in via Porcellaga n. 10 dove si trova tuttora.

GIOIELLERIA ROSASPINA

La storia della Gioielleria Rosaspina risale agli inizi del 1900, nel cuore di uno dei più antichi e suggestivi borghi storici della Città di Bergamo: via Borgo Palazzo.
A Luigi Rosaspina, il fondatore, seguono la figlia Giulia e il marito Marchesi Angelo; la nipote, attuale proprietaria, Luisa Marchesi insieme al marito Pierangelo e al figlio Stefano, tre generazioni di artisti orafi.
L’attività col tempo si è ingrandita con il laboratorio orafo e un laboratorio orologiaio mantenendo tradizione, conoscenze, competenze nella selezione di gioielli e pietre preziose, attenzione nell’assistenza, nelle riparazioni e nella manutenzione dei prodotti.

Il laboratorio orafo ed quello orologiaio sono attrezzati con moderne apparecchiature affiancate dai più tradizionali e storici attrezzi tramandati di generazione in generazione.
Nell’ultimo decennio gli arredi e la distribuzione degli spazi interni sono stati modificati per rendere gli ambienti moderni e luminosi, puntando sui particolari, come per esempio una cassaforte originale dei primi del Novecento.

Per restare al passo con i tempi e fornire all’affezionata clientela un servizio sempre più adeguato e all’avanguardia, i titolari sono spesso impegnati in costanti corsi di aggiornamento riguardanti tutti i settori merceologici da loro trattati.

Il negozio si compone di due vetrine e ingresso esposti su via Borgo Palazzo, circa 80 metri quadri di area espositiva con salottino privato per le vendite, un locale separato adibito ad ufficio e ricevimento rappresentanti, più un’ulteriore locale laboratorio, attrezzato per riparazioni di gioielleria-oreficeria-orologeria.

Gioielleria Mario Fugazzi

Esperienza nella confezione di creazioni di oreficeria e gioielleria, vendita e manutenzione di orologi di alta gamma, design e tradizione: queste sono le caratteristiche invariate nel tempo della Gioielleria Mario Fugazzi.
La sede storica si trova in via Mazzini all’8, col laboratorio di produzione al 10. Ad inaugurare la bottega di gioielleria e argenteria è Nino Casali nel 1914. Nel 1962 la signora Tollini subentrata al marito Nino, cede l’azienda a Mario Fugazzi che opera già da tempo nel settore dei preziosi e che arricchisce le vetrine introducendo alcuni marchi di orologeria svizzera. Il consenso e l’interesse dei suoi clienti gli fanno ampliare i locali e aggiungere una vetrina su via Mazzini.
Ancora oggi la gioielleria Mario Fugazzi vanta un proprio laboratorio dedito alla creazione di manufatti di gioielleria e oreficeria (marchi di fabbrica 1297MI) aperto dal figlio Antonio, e prosegue con la vendita al dettaglio di questi prodotti e di numerose e prestigiose marche di orologeria svizzera. Spinti dalla voglia di essere presenti nel centro della città, la famiglia Fugazzi ha aperto nel 2007 in un nuovo negozio in Corso di Porta Vittoria 46 per gli amanti e appassionati di oggetti preziosi e segnatempo di lusso.

Bonini di Pedroni Gaetano

ORIGINE E BREVE STORIA DELL’ATTIVITÀ
L’Oreficeria Bonini è un punto vendita di piccole dimensioni. L’immobile è definibile come “casa con bottega”e si trova nel Catasto di Cremona, cart. 24, mappa di II stazione, parrocchia S. Nazaro, n. di mappa 82 (angolo con contrada Bellifiori, ora via L. Cavitelli). Ha avuto diversi passaggi di proprietà, il primo passaggio di proprietà avviene per decreto del 24.5.1762. Il Sig. Bonini Adamo lo acquista con rogito 4 gennaio 1927 n. 8084/3519 del Notaio Slerca Giovanni. Sino al 1992 è un locale con annesso retrobottega, poi a seguito di ristrutturazione dell’immobile per risanamento conservativo avvenuta tra il 1992 e il 1993 il retrobottega viene eliminato ampliando leggermente la superficie di vendita. L’attività a Cremona si è così svolta nel tempo: il sig. Bonini Adamo, figlio di Abele, di professione orologiaio, è nato a Casalmaggiore (Cr) il 21 settembre 1886, è artigiano orefice, in data 2 luglio 1919 notifica alla Camera di Commercio e Industria di Cremona di aver aperto in Cremona in Corso Umberto I° n. 17 a decorrere dal 10 giugno 1919 un esercizio in nome proprio per il commercio di orologeria­oreficeria. Successivamente l’attività si trasferisce dal civico 17 al civico 21 (non si conosce quando, forse nel 1933). Dall’1.1.1932 al 9.5 1943 la titolarità dell’attività è della figlia Bonini Elvira e si svolge in Corso Umberto I° n. 21 (ora Corso Matteotti, 43) Dal 10.5 1943 al 24 agosto 1944 (data di morte ) l’attività è continuata da Bonini Adamo. Dal 24 agosto 1944 succede la moglie Mori Luigia, anch’essa orefice, che prosegue l’attività sino alla sua morte avvenuta l’8 luglio 1957. La titolarità della ditta passa alla figlia Bonini Elvira che, in data 1.3.1972, forma una società di fatto con il figlio Pedroni Gaetano. La Sig.ra Bonini Elvira recede dalla Ditta in data 31.12.1972 e la titolarità piena passa al figlio Pedroni Gaetano, ancora attualmente titolare dell’attività.

I VALORI A CUI VI ISPIRATE
Il rispetto del cliente in ogni caso e sotto ogni punto di vista. L’ascolto delle richieste, il consiglio, il suggerimento anche per i piccoli acquisti.

I VOSTRI PUNTI DI FORZA
Accettare il cambiamento della tipologia di merchandise cercando di offrire al cliente una gamma significativa di oggetti sia tradizionali in materiale prezioso sia “moderni” in materiale semiprezioso, acciaio e metallo.

CURIOSITÀ
Alcuni clienti sono “generazionali” in tempi in cui l’affezione al negozio di vicinato è praticamente scomparsa.

Bassi Graziano

Il negozio di orologeria e oreficeria di Bassi Graziano è ubicato nel centro di Villa di Tirano (SO) a cinquanta metri dalla piazza principale del paese, in Via Roma n.21.

L’attività di orologiaio è stata avviata nel 1927 dal nonno Bassi Beniamino Tomaso e registrata dalla Camera di Commercio di Chiavenna al n. di protocollo 3972 il 20 agosto 1927.

Nel 1947 subentra nell’attività il figlio di Beniamino, Ermanno, con la licenza di commercio per la vendita al minuto di orologi e oggetti di bigiotteria.

Successivamente, Bassi Graziano, figlio di Ermanno, dopo aver conseguito il diploma di orologiaio, presso l’Istituto Professionale Cesare Correnti di MiIano, nel 1969, ottiene la licenza per la vendita di oggetti preziosi con l’autorizzazione amministrativa per l’esercizio del commercio n.4265, rilasciata dal comune di Villa di Tirano il 30 gennaio 1974.

La continuità dell’attività, oltre 30 anni, e l’impegno di Bassi Graziano, vengono premiati dalla Camera di Commercio di Sondrio con attestato e medaglia in oro il 27 sett. 2003.

Nel 2004 la regione Lombardia inserisce l’esercizio fra i negozi di storica attività.

Nel 2009 l’Unione Artigiani della Provincia di Sondrio conferisce a Bassi Graziano l’attestato di Benemerenza per aver contribuito con la propria attività all’affermazione dello spirito e dei valori artigianali.

Affascinato dal mondo dell’orologio che richiede forte capacità di concentrazione, precisione e cura dei dettagli, il signor Bassi arricchisce negli anni le proprie conoscenze e competenze frequentando diversi corsi di aggiornamento sull’orologeria antica e moderna.

Ma la sua passione rimane il restauro e la riparazione di orologi d’epoca, ricchi di ricordi e vere e proprie testimonianze di vita, oggetti di grande bellezza e pregio, proseguendo nella tradizione di un servizio di assistenza accurato e di qualità, il signor Bassi spera di realizzare il suo sogno di allestire un museo con orologi e pezzi di argenteria rari e antichi.

Dal 1927 ad oggi ,di padre in figlio, si continua la tradizione e l’esperienza nel campo dell’orologeria e dell’oreficeria.

Gioielleria Fassina S.a.s. di Riccardo Fassina & Co.

Il negozio di preziosi della famiglia Fassina, in Corso Strada Nuova 51, è tra i più noti ed antichi della città. L’attività fu avviata nel 1883 da Angelo Fassina che aveva bottega in Pavia in “Corso Vittorio Emanuele” (Strada Nuova di oggi) angolo Via Zecca, dove il “fabbricatore in oreficerie e gioiellerie” produceva e “accomodava” oggetti in oro e argento. Si dedicò a questa attività anche il fratello di Angelo, Eugenio. Egli traferì l’oreficeria nella sede attuale, pressoché di fronte al negozio originario, negli ultimi anni del XIX Secolo, nella prestigiosa sede del Palazzo Arnaboldi Gazzaniga, architettura tutelata dal Ministero dei Beni Culturali dal 1981. A Eugenio succedette il figlio Piero, padre dell’attuale titolare, Riccardo Fassina. L’arredo è ancora quello originale: mobili bruni e intarsiati in legno massiccio si alternano a scintillanti cristalli, fra argenti luminosi e gioielli preziosi. D’epoca è anche la cassaforte di marca italiana: chiusa si mostra austera nel suo colore nero opaco con maniglioni d’acciaio, ma quando le pesanti porte si aprono rivela un cuore di legno fatto da più di trenta cassettini. I meccanismi sono tutti ancora artigianali realizzati a mano in ferro battuto. Lo storico arredo presenta anche autentiche rarità tecniche e funzionali come i cancelletti che discretamente suggeriscono ai clienti un divieto ad accedere nello spazio posteriore e le antiche vetrine che scorrono su piccole rotaie inserite nel pavimento. Testimonianza del passato sono una ricevuta d’acquisto di gioielli a nome di Volpi Evaristo, scritta a mano su carta intestata e datata 16 Giugno 1883 e l’attestato di riconoscenza dedicato ad Eugenio Fassina, stilato ed istoriato nel 1929, da dipendenti, “impiegati e artigiani unanimi, coi sensi di infinita devozione”, in occasione del trentesimo anniversario della sua attività. Fino a una ventina di anni fa la gioielleria disponeva anche di un laboratorio annesso da cui uscivano squisiti pezzi unici: nel 1984 furono realizzati qui i gemelli d’oro donati dal Comune a papa Wojtyla, in visita a Pavia. Anche oggi, comunque, pur dedito alla sola vendita, il negozio mantiene la tradizione di qualità che lo caratterizza dagli esordi, proponendo oggetti artigianali dal design classico; concessione ai nuovi tempi, gli orologi, di produzione di alcune delle più illustri Maison e i monili di griffe alla moda. Tutto molto bello e di charme. La gioielleria è gestita con serietà, professionalità e riservatezza: vendere il bello è da oltre cent’anni una prerogativa della famiglia Fassina, quattro generazioni di esperti, conoscitori dell’arte orafa. Il Negozio in cronaca. Nel 1929 la gioielleria fu al centro di un singolare tentativo di furto operato dalla “banda del buco”. I ladri entrarono negli scarichi fognari che si gettano nel Ticino, risalirono i maleodoranti cunicoli di Strada Nuova sino a giungere al negozio, poi arrivati sotto la sala iniziarono a rompere il pavimento: un lavoro d’inferno durato forse qualche settimana. Il colpo però fallì e i carabinieri non riuscirono a trovare gli scassinatori ma videro le tracce della loro presenza nelle fogne: tuorli d’uovo, un fiaschetto di vino e pezzi di pane. Di quell’impresa non riuscita restano le foto in bianco e nero. Ma i soliti ignoti, negli anni ’60 ci riprovarono: scelsero un appartamento al piano di sopra e si calarono dal soffitto riuscendo a mettere le mani sul bottino.