Costantin Luciana Gelateria S.n.c.

La nostra attività di gelatieri artigiani a Mandello del Lario inizia nel 1925. Il fondatore Fortunato Costantin proviene dalla Val Zoldana, la valle che ha fatto conoscere il gelato artigianale in tutto il mondo, ed apre a Mandello un modesto locale che diventa laboratorio e negozio. Con le prime macchine da gelato, rudimentali, produce artigianalmente il gelato che immesso in sorbettiere affondate nel ghiaccio e sale sono caricate su tricicli a pedali spinti da validi giovanotti per la vendita nei paesini circostanti. Dopo 40 anni di attività la sede della gelateria viene spostata sulla piazza dell’imbarcadero, dove si trova attualmente, e dotata di ampie sale interne, di un delizioso “dehor” esterno, e di un attrezzatissimo laboratorio. Cambia l’attrezzatura, ma il prodotto è sempre ligio alle ricette originali, utilizzando materie prime di assoluta qualità per le creme: latte intero, panna, uova, zucchero, cacao, vaniglia in bacche, per la frutta solo materie prime sceltissime, acqua e zucchero. Questo prodotto di assoluta qualità unito alla passione e alla fantasia, ci consente di servire oltre 100 coppe di nostra esclusiva produzione. Oltre a queste ci impegniamo con monoporzioni, semifreddi, mousse, creme, tirami su, sorbetti, granite ecc.. Un settore di eccellenza è rappresentato dalle nostre torte, meringate, zuccotti, torte alla frutta, tronchi, cassate ed altre specialità Siamo alla terza generazione, e siamo convinti che 90 anni di esperienza facciano la differenza! Siamo aperti a tutto quello che può migliorare la qualità, ma chiusi alla corsa alla quantità! Riteniamo di poter offrire ai nostri clienti un ambiente accogliente, dove trascorrere momenti si serenità, per poter gustare, in riva al lago le nostre preparazioni artigianali, il nostro gelato di sicura e garantita genuinità.

Pasticceria Migliavacca S.n.c.

L’attività della Pasticceria Migliavacca trova le sue origini nel lontano maggio 1958 in

via Giovanni Antonio Amadeo 39/1.

L’allora ventiseienne Alberto Migliavacca decise insieme alla futura moglie Maria Laura

Daverio, di sei anni più giovane, di aprire un negozio di pasticceria grazie a qualche

prestito e ai risparmi accumulati dal lavoro svolto come dipendenti in una pasticceria in

viale Coni Zugna.

I primi cinque anni di attività, come spesso ricorda ancora Maria Laura, furono

estremamente impegnativi e motivo di grandi sacrifici poiché era necessario “farsi

conoscere” in una zona in grande evoluzione poiché nei dintorni vi erano in prevalenza

strade in costruzione, grandi campi e soltanto un irrisorio numero di case ed edifici. Ma

la grande passione per il mestiere, l’immancabile dedizione, alcuni grandi sacrifici (solo

dopo molti anni dall’apertura fu introdotta la giornata di riposo settimanale) e la forza di

volontà di Alberto e Maria Laura furono in grado di far fronte all’impegnativo periodo,

coronato dalla grande gioia per nascita dei loro due figli, Alessandro e Luigi, che oggi

sono entrambi alla guida dell’azienda.

La scelta operata sin da subito dai due giovani coniugi fu quella di servire unicamente

i privati, rinunciando alla produzione per terzi poiché fermamente convinti del fatto

che, dedicandosi ad entrambe le produzioni, prima o poi avrebbero dovuto adattarsi al

volume di lavoro richiesto dai “grossi clienti”; tutt’ora Alessandro e Luigi continuano su

tale linea.

Negli ultimi anni Sessanta, grazie al passaparola e all’urbanizzazione dei dintorni,

l’attività cominciò progressivamente a prendere quota e, così, il locale di via Amadeo

39/1 iniziò presto a sembrare troppo angusto tanto da spingere i due proprietari a

trasferirsi poco lontano affittando nel 1973 parte dell’attuale sede di via Ajaccio, più

ampia rispetto alla precedente.

Ormai cresciuti, prima Alessandro e poi Luigi decisero di frequentare, dopo la

scuola media, la Scuola Professionale regionale di via Salaino conseguendo due

specializzazioni diverse: in decorazione il primo, in cucina il secondo. Entrambi

entrarono, quindi, entrati a lavorare nell’azienda di famiglia cogliendo l’occasione di

fare “apprendistato in casa”.

Un anno molto significativo per la Pasticceria Migliavacca fu il 1986, anno in cui il

fondatore Alberto andò in pensione lasciando l’attività nelle mani dei figli; al momento

del passaggio di consegne, Alberto, oltre a lasciare il suo personale ricettario, diede

un’indicazione chiara per la preparazione dei dolci: “Ragazzi, queste sono le mie dosi.

Sono 50 uova: ne metterete 52, 55, mai 48 o 45. Ricordatevelo bene”. Insieme alla

scelta delle migliori materie prime, questa raccomandazione è rimasta il timone della

Pasticceria.

Negli ultimi trent’anni si è cercato non soltanto di adeguarsi al cambiamento della

domanda con, ad esempio, l’introduzione della produzione del gelato o attraverso

la scomparsa della “grossa pasticceria” in favore di quella “mignon”, ma si è anche

cercato di dare sempre minor peso ai “marchi” dolciari nelle vendite. Salvo pochi

prodotti di note case dolciarie, infatti, la produzione propria ottenuta con materie

prime di grande qualità è una delle principali caratteristiche che contraddistinguono la

Pasticceria Migliavacca.

Ciò che ha da sempre contraddistinto e continua a contraddistinguere l’attività della

Pasticceria Migliavacca è, da un lato, l’attenzione verso il cliente e le sue esigenze che

sono in continua evoluzione, dall’altro l’utilizzo di materie prime di primissima qualità,

elemento fondamentale ed indispensabile nella produzione rigorosamente artigianale

della pasticceria.

Tra gli anni Ottanta e Novanta sono entrare a lavorare nel negozio anche le mogli di

Alessandro e Luigi, rispettivamente Carla e Valentina.

La prematura scomparsa di Alberto nel 2001 ha lasciato un grande vuoto e dolore

in tutta la famiglia ma, grazie ai suoi insegnamenti preziosi, i due fratelli Migliavacca

portano avanti con grande passione la loro attività, sebbene a volte richieda grandi

sforzi e sacrifici.

Il locale, interamente ristrutturato nel 2008 seguendo linee più moderne rispetto al

precedente arredo, ma mantenendo un gusto classico e raffinato, è costituito da cinque

ampie vetrine, di cui due permettono una vista sul Laboratorio.

La produzione, rigorosamente giornaliera, consta di numerosi prodotti di tipologia

diversa, di cui una parte sempre presente – brioches, pasticceria mignon e secca, torte

da forno e decorate … – e altri legati alla stagionalità – dolci lievitati, dolci carnevaleschi

…-.

Pasticceria Cucchi S.r.l.

La storia della Pasticceria Cucchi ha in realtà inizio dall’altra parte di Piazza Resistenza

Partigiana, in via Fabbri 27, dove Luigi Cucchi aprì una bottiglieria nel febbraio del 1928.

Nel 1934 Luigi Cucchi aprì un altro locale, che oltre bottiglieria era anche caffè, in corso Genova

1, allo stesso indirizzo in cui si trova tuttora. Durante i primi anni di vita, la Pasticceria Cucchi

era in realtà un “caffè concerto”, come si usava allora, e diventò presto un ritrovo milanese alla

moda, dove un’orchestrina spagnola suonava tanghi e melodie italiane fino a tardi con servizio di

un primo piatto verso la mezzanotte.

Nel 1940 la bottiglieria di via Fabbri venne ceduta al fratello Paolo Cucchi (l’esercizio fu poi

chiuso definitivamente nel novembre del 1965), mentre Luigi Cucchi continuò ad occuparsi del

locale di corso Genova, in società con la moglie Maria Vittoria Zonescuti (conosciuta da tutti

come Vittorina).

Il “caffè concerto” continuò ad attirare clienti desiderosi di dimenticare per una sera la tragedia

della guerra fino a quando nell’agosto del 1943 proprio un bombardamento delle forze alleate

distrusse completamente gli interni del locale e dell’appartamento al primo piano dove abitava

la famiglia Cucchi. Purtroppo gran parte delle fotografie e dei documenti storici riguardanti la

famiglia e il locale andò distrutta nell’incendio.

Senza perdersi d’animo, Luigi e Vittorina Cucchi riuscirono a riaprire il locale dopo appena due

mesi, risistemandolo e riarredandolo provvisoriamente con macchinari e mobili recuperati. E’

di questo periodo una curiosità che rischiara il buio di quegli anni di guerra e devastazione: un

gruppo di soldati scozzesi che presidiava la piazza antistante si avvalse del retrobottega della

pasticceria per preparare pietanze e grosse caraffe di tè. Questi ragazzi hanno lasciato nella

famiglia Cucchi un ricordo piacevole di gente educata e grata.

Gli arredi del locale furono rinnovati completamente nel 1945. Era chiaro però che il tempo

del “caffè concerto” era definitivamente passato e che il locale negli anni a seguire si andava

trasformando sempre più, assumendo alla fine la sua definitiva identità di pasticceria con

laboratorio (all’inizio esterno), pur conservando nella sua essenza tracce del suo passato.

Il negozio fu risistemato e riarredato completamente un’ultima volta nel 1954, mentre l’attività

di produzione e vendita di pasticceria con laboratorio interno fu formalizzata nel 1955. La

trasformazione era completata e l’atmosfera di quegli arredi e la genuinità della pasticceria dolce

e salata di tradizione classica e la qualità del servizio hanno permesso alla Pasticceria Cucchi

di attraversare sostanzialmente immutata i successivi decenni di storia milanese, silenziosa

testimone di un’evoluzione sociale e culturale che negli anni ha visto avvicendarsi ai tavolini

della sua piccola e accogliente sala da tè artisti di varia fortuna (citarne solo alcuni sarebbe

ingiusto nei confronti degli altri), ma anche manager, professionisti e artigiani, nonni con i

nipotini.

1

I cambiamenti successivi sono stati attuati solo per esigenze lavorative e nel rispetto dello stile

del locale. I banchi che ospitano tuttora la pasticceria dolce e salata furono rifatti nel 1998 per

adeguamento alle normative vigenti in materia alimentare, ma nel rispetto delle linee di quelli

del ’54, conservando la medesima disposizione. Così è stato per il banco bar, sostituito nel

2001 con uno moderno e funzionale, ma esternamente uguale al precedente, con i legni scuri

e gli zoccolini di marmo giallo di Siena. Il banco dove è sistemata la cassa è ancora quello

originario del 1954 e le vetrine, con i loro arredi, i ripiani in vetro e i montanti in metallo, sono

volutamente conservate intatte. La piccola sala da tè con i tavolini e le sedie e il grande specchio

che allarga lo spazio visivo è rimasta immutata da allora. I lampadari con le gocce di cristallo

che ancora illuminano il locale furono realizzati dalla ditta Renzo del Ventisette, sempre negli

anni ’50. La fila di tavolini esterni che asseconda la linea curva dell’edificio è da sempre un tratto

identificativo della piazza che oggi come allora accoglie i clienti per una pausa milanese.

Nel 2001 la Pasticceria Cucchi è entrata a far parte dei Locali Storici d’Italia, associazione che

promuove e segnala i locali che abbiano conservato costantemente un’eccellenza nell’arco di

molti decenni, sparsi in tutta Italia.

Nell’estate del 2013, si è realizzato il progetto di ampliare il locale acquistando spazio su corso

Genova e ripensando l’esposizione del banco del bar in modo da renderlo visibile dalle due

vetrine che si affacciano sul corso, conservando in tutto e per tutto i motivi di arredo e lo stile

caratteristico del negozio, condizione essenziale per la decisione presa. Un esempio per tutti, il

lampadario di cristallo della parte nuova è stato realizzato dalla stessa ditta che negli anni ’50

ha fornito gli originali. Il locale ne ha guadagnato in spazio e luminosità, non cedendo nulla in

fascino e tradizione.

In ultimo, un accenno sulla famiglia Cucchi, che conserva ancora la proprietà dell’attività,

potrebbe essere interessante. Alla morte del fondatore, Luigi Cucchi, nel 1982, la gestione della

pasticceria è passata in mano al figlio Cesare, che non avrebbe potuto portare avanti il successo

del suo locale senza l’impegno costante e il sostegno insostituibile della moglie Anna Maria

Panattoni e della mamma Vittorina. E’ da ricordare anche la sorella di Vittorina, la signora Rosy,

una persona che ha lavorato tutta la vita in questi locali e che alla pasticceria ha dato tanto e dal

punto di vista professionale e da quello umano. Oggi, Cesare Cucchi gestisce ancora il negozio e

il laboratorio, insieme alle figlie Laura e Vittoria, la terza generazione che prosegue con passione

il lavoro avviato dai nonni paterni, caratteristica sempre più rara tra gli altri locali della stessa

città e che, unita ad una costante ricerca e attenzione alle esigenze della clientela, è testimonianza

concreta del valore che esperienza e arte, gelosamente custodite, hanno nel campo artigianale.

Vittoria Cucchi

Gilardoni S.n.c. di Gallandra L. & C.

ORIGINI E STORIA

La storia del Panificio Pasticceria Gilardoni nasce nel 1861, data con cui condivide l’onore di un momento storico importante: l’Unità d’Italia.

A quell’epoca Luigi Gilardoni conduceva l’unico forno per la produzione del pane presente nel paese. Tutta la famiglia era coinvolta nell’attività e tutto il paese acquistava il pane nel “prestino” Gilardoni.

Nel 1900, quarant’anni dopo, con Onorato Gilardoni, si iniziò a sfornare i primi dolci. Uno dei figli di Onorato fu mandato a Milano per perfezionarsi presso una prestigiosa pasticceria meneghina con l’intento di dare impulso e sviluppo a questo nuovo ramo dell’azienda di famiglia.

L’iniziativa ebbe successo e la pasticceria Gilardoni all’inizio del Novecento poteva offrire alla sua clientela una produzione artigianale apprezzata per gusto, varietà e qualità.

Da allora cinque generazioni hanno condotto nel tempo la tradizione, l’arte, la qualità dei prodotti e soprattutto l’insostituibile esperienza tramandata.

La sede è rimasta invariata dall’inizio della sua attività (1861). Si trova in una piazza del centro storico di Mandello del Lario, un paese che offre al visitatore il bel paesaggio del lago di Como e il massiccio delle Grigne alle spalle.

L’edificio, come documentano le mappe del catasto Teresiano, era già presente nel 1763. Fu acquistato da Gilardoni Luigi nel 1871.

L’edificio, ristrutturato poi internamente nella divisione degli spazi, non è mutato nelle sue caratteristiche architettoniche esterne.

Oggi il negozio presenta all’interno un reparto pasticceria e un settore dedicato alla vendita del pane, da sempre produzione artigianale propria, a riprova e testimonianza delle origini da cui prese inizio l’attività dell’azienda e di cui s’intendono conservare radici e storia.

VALORI

Uno dei punti fermi degli eredi Gilardoni e stato mantenere l’autenticità dei prodotti che hanno attraversato così più di un secolo: le antiche ricette scritte e custodite sono le stesse di oggi, nessun componente è stato cambiato, nessun additivo aggiunto. La vecchia impastatrice, le mani sono le stesse da molto tempo, oggi come allora. I dolci più antichi si presentano inalterati nella ricetta e nella lavorazione, offrendo l’equilibrio del profumo e del gusto di molti anni fa.

Nuove ricette sono state naturalmente aggiunte alla produzione di dolci, rigorosamente realizzati con ingredienti genuini e di prima qualità. In nessun prodotto sono aggiunti additivi chimici di alcun genere.

ALCUNE TRA LE PIÙ ANTICHE RICETTE DEL LABORATORIO GILARDONI:

TORTA GRIGNA

Alla Grigna, aspra e bella montagna del lago, è dedicata la torta più famosa e apprezzata della pasticceria Gilardoni. L’aspetto apparentemente semplice nasconde in realtà una fragranza di profumo di nocciole, mandorle e burro che la rende inconfondibile.

Le rocce e la neve delle montagne fanno eco a questa torta dall’impasto scuro, spruzzata dal bianco zucchero a velo, fusi in uno strato dal gusto irresistibile.

La ricetta “segreta” e “autentica” di questo dolce, antica da più di ottanta anni, è custodita nel laboratorio della pasticceria che vanta la fama della produzione della “vera torta Grigna”.

La torta Grigna Gilardoni ha vinto il premio”Artigiano radioso Expo dei Sapori 2005”.

Panettoni, Veneziane e Colombe

Si può ritenere che la coltura di lieviti per la produzione di panettoni, veneziane e colombe risalga all’inizio dell’attività di produzione di dolci del laboratorio Gilardoni. Attraverso il continuo rinnovo del lievito madre originario, la coltura dello stesso ceppo di lieviti non si è mai interrotta da più di cento anni.

La lavorazione del lievito madre è una delle ultime e vere arti in pasticceria perchè richiede una particolare cura, attenzione e soprattutto esperienza, tramandata anche oralmente attraverso più generazioni.

Il risultato nei panettoni, veneziane e colombe Gilardoni è leggerezza, profumo, digeribilità.

BISCOTTI ESSE

I biscotti “Esse” sono i tra i dolci più antichi della nostra pasticceria. Fin da inizio Novecento erano sfornati, confezionati in scatole di latta e distribuiti settimanalmente a tutti i paesi del lago. Già allora i turisti, attratti dalle meraviglie del Lario, gustavano e apprezzavano la bontà di questi frollini.

AMARETTI

Questi deliziosi amaretti sono un dolce antico e speciale: sono prodotti esclusivamente con armelline, mandorle di albicocche e pesche, dall’aroma intenso e il sapore amaro. Nascono da un’antica ricetta, originale e poco diffusa che si discosta da quella più nota del classico amaretto conosciuto in tutta Italia. Una ricetta che affonda le sue radici nel 1700, raccolta dai nostri trisnonni e proposta inalterata fino ad oggi.

BISCOTTI MEINI

La nostra pasticceria propone la versione in biscotto dell’antico “pan de mej” un caratteristico dolce della tradizione lombarda a base di farina di mais (una volta di miglio) e fiori di sambuco. Nel giorno di San Giorgio, 23 aprile, quando le piante di sambuco sono in piena fioritura, si stipulavano i contratti tra gli allevatori e i lattai, e la tradizione vuole si festeggiasse con panna fresca e meini.

Anche oggi l’abbinamento consigliato con questo dolce è crema di latte, panna o semplicemente ma gustosamente con un bicchiere di latte fresco.

I nostri Meini hanno vinto il premio”Artigiano radioso Expo dei Sapori 2004”.

BRIZZOLANO

Fatto con pasta di pane dolce e uvette, con la forma di piccola ciambella che i bambini potevano infilarsi nel braccio. I nostri clienti più anziani lo ricordano come il dolce della loro infanzia.

Panificio Troian di Troian Liviana & Luciana S.n.c.

Le sorelle Luciana e Liviana Troian conducono il negozio di Panificio e Pasticceria dal 1992 anno in cui gli anziani genitori Troian Gino e Ottolina Teresa lasciarono nelle loro mani la completa attività. Il negozio di Panificio e Pasticceria fu ideato e realizzato nel 1913, quindi passò alla Sig.ra Angelina e infine fu rilevato dai Troian nel 1960. Abbiamo un attestato comunale di negozio storico con relativa targa consegnataci dal Sindaco Sig.ra Letizia Moratti ad Aprile 2010, ed un attestato regionale, sempre di negozio storico, consegnatoci dal presidente regione Lombardia on. Roberto Maroni a Luglio 2013. Ispirato a principi di qualità, il panificio offre prodotti di panetteria, dolci e pasta fresca ad un giusto prezzo, confezionando anche pani e torte su richiesta del cliente, per catering ed eventi.

Cosa si può trovare nel negozio delle sorelle Troian
L’evoluzione gli stili di vita ha richiesto un restyling dei prodotti da forno fortemente tradizionali, la produzione classica viene oggi affiancata da:

(Settore pane)
-Panfocaccia sagomato a treccia
-Pandizucca con zucca, semi di girasole e farina “00”
-Pandisegale
-Pane con uvetta
-Pane ai cereali
-Pane cacio e pepe
-Pane a lievitazione naturale
-Pane pagnottelle e bastoncini con olive
-Pane con noci
-Focacce di tutti i tipi semplici e farcite
-Farinate di ceci e di castagne

(Settore dolci)
-Pan meino (Farina “00” e granoturco)
-Strudel con marmellata, cioccolata, mele senza uova e senza burro
-Crostate di marmellate
-Prodotti per intolleranti alla farina
-Canestrelli

(Settore pasta fresca)
-Gnocchi di patate
-Ravioli di zucca, spinaci e ricotta
-Orecchiette
-Trofie

Pasticceria Castelnuovo di Francesco Castelnuovo e C. S.n.c.

Enrico Castelnuovo a 14 anni, nel 1927, è già apprendista pasticcere a Lecco.

Interrompe per cinque anni il suo lavoro a causa della guerra. Al ritorno dalla prigionia in Germania sposa Maria Locatelli sua collega di lavoro. Insieme, il 4 Novembre del 1945, aprono una pasticceria artigiana in Via Mercato a Oggiono (Como).

Dopo dieci anni la famiglia, cresciuta di numero per la nascita di due figli, decide di tornare a Milano, lasciata solo per un periodo di rodaggio. Aprono un piccolo negozio in Via Marcantonio Colonna 10 e, successivamente, sentendosi rinfrancati nella propria professionalità, pensano di allargare l’attività aprendo un laboratorio di pasticceria con vendita al minuto. Viene scelto “il Lorenteggio”, quartiere di Milano ancora in fase di sviluppo e in via dei Tulipani 18 si inaugura il nuovo negozio che è l’attuale sede.

Nel 1977 il figlio Francesco decide di continuare l’attività paterna mettendosi in società con la moglie Augusta e l’amico Serafino (da sempre ottimo collaboratore) al quale, in seguito, si è aggiunto il figlio Maurizio con la medesima voglia di fare.

A partire dal 2010 anche il figlio di Francesco, Niccolò, ha incominciato a collaborare nella gestione della pasticceria.
La Pasticceria Castelnuovo, oltre alla produzione di tutta la pasticceria classica, rivaluta anche le vecchie ricette semplici della tradizione famigliare. Tra le tante citiamo la “Torta Enrico” e la “Fior di Pesco”.

Una clientela numerosa ed affezionata, in un clima di simpatia ed amicizia, segue e sostiene questa attività artigianale.

Ai clienti di ieri, oggi e domani va un grazie di cuore per il successo e le soddisfazioni fornite in tanti anni.

Pasticceria Pedrabissi

ORIGINE E STORIA
Dopo essere stata semplice rivendita di dolciumi, nel 1928 prende il via l’attività di locale- pasticceria ad opera di Vincenzo Sottocasa, diventando in breve il punto di riferimento della gente del posto e dei piloti che correvano al Circuito del Lario.

Nel 1945 il locale viene rilevato da Giuseppe Pedrabissi, maestro pasticcere alla Motta e poi titolare di una pasticceria in Porta Ticinese a Milano.

L’attività prende slancio con la produzione di panettoni artigianali e colombe pasquali, il locale nei primi anni del dopo-guerra era diventato una sorta di Harrys Bar in salsa lariana.

Nel 1966 l’attività passa al figlio Mario che assieme alla moglie Annamaria di origine svizzera.

Nel 2002 Mario cede l’attività a Giuseppe e alla consorte Cristiana, attuali gestori del locale.

VALORI E PUNTI DI FORZA

Pasticceria tradizionale lombarda – qualita e genuinità – cordialità e accoglienza

PRODOTTI

Pasticceria fresca . biscotteria – Torta Gran Paradiso (ricetta esclusiva del nonno Giuseppe)

CURIOSITA’

Negli anni ’20 e ’30, a cavallo delle due guerre mondiali quando sulle strade del Triangolo Lariano si disputava il Circuito del Lario, la Pasticceria Pedrabissi di Asso era il ritrovo preferito dai piloti per una breve sosta nei giorni di prova, e quando davanti alla pasticceria sostava la potente Guzzi di Omobono Tenni tutti, ma proprio tutti i presenti in paese, accerchiavano il grande campione e la sua moto.

Non era cosa di tutti i giorni vedere di persona “L’’uomo venuto dalla terra dei Cesari” o “The Black Devil”, il diavolo nero, come lo avevano definito gli inglesi dopo che Tenni, l’anno prima, aveva vinto il Tourist Trophy lasciando di stucco i tifosi d’Oltre Manica.
Proprio di fronte alla pasticceria c’era l’oreficeria dei fratelli Orsenigo: Aquilino e Benvenuto. Il secondo dei sette figli di Aquilino era Pino e all’epoca del fatto doveva avere non più di undici anni.

Ragazzino sveglio e già con la passione per le moto, tutte le volte che vedeva il Tenni lo perseguitava con la stessa solfa:

“Dai Tenni portami a fare un giro! – Dai Tenni…dai Tenni…”

Non so dire se fu per autentica simpatia o per vero sfinimento che un pomeriggio Tenni si convinse che, se voleva togliersi dai piedi quella peste, doveva accontentarla.

Dieci minuti dopo, aggrappato alla schiena del pilota e seduto su un cuscinotto legato al parafango, Pino Orsenigo partiva raggiante a cavalcioni della moto guidata dal campione.

Nel primo chilometro tutto andò per il meglio: il fondo della strada era buono e Tenni limitava l’andatura. Pino sentiva rombare il possente motore sotto al sedere e il caldo degli scarichi gli riscaldava le gambe, con il vento nei capelli e l’asfalto che scorreva rapido sotto ai piedi che gli davano la sensazione di volare.

Per giorni, se non per settimane o mesi, avrebbe raccontato l’avventura agli amici e già ne pregustava lo stupore.

Poi l’asfalto terminò e la corsa in moto prese una piega storta.

Come un cavallo imbizzarrito la moto cominciò a saltare sulle buche, con il ragazzino avvinghiato a tutta forza al giubbotto di Tenni.

All’ennesimo balzo Pino scoppiò a piangere. Di colpo aveva perso la baldanza e l’avventura tanto fantasticata si stava trasformando in un incubo.

A due chilometri da Asso, poco dopo Visino, Tenni accostò la moto raccomandando a un Pino coi lucciconi di tornare a casa a piedi rasentando per bene i muri, mentre lui proseguiva il giro.

Davanti al Cafferino si erano intanto radunati i Gileristi, i Bianchisti e i Guzzisti, giovani e vecchi della zona: una piccola folla in trepida attesa del ritorno di Tenni con Pino.

“El mé bagai?” – domandò Aquilino non vedendo il figlioletto.

“Porca putt… lo gò perdido!” – rispose Tenni allargando le braccia!

Ta cupi malnàtt!”

Stava già per scoppiare un parapiglia, una di quelle gazzarre pericolose che senza dubbio avrebbe messo a mal partito il campione quando, trotterellando allegro col cuscino sotto braccio, da dietro l’angolo della casa di fronte sbucava il Pino… e tutto finì in risate e bevute, gran scorpacciata di paste e pesanti pacche sulle spalle.

Il tutto, manco a dirlo, pagato dall’Omobono.

Questo accadeva realmente il pomeriggio di mercoledì 26 Luglio 1939, davanti alla Pasticceria Pedrabissi di Asso, quando mancavano solo quattro giorni alla gara.

La mattina seguente Omobono Tenni subirà un pauroso incidente nella Sacca di Barni e la lunga convalescenza, seguita all’infortunio, impedirà per mesi al grande campione di gareggiare.

( tratto dal libro CUORI A PISTONE di Gianmarco Maspes)