Crespi

All’età di 11 anni Angelo Gaetano Enrico Crespi, conosciuto come “Ricuèn” (Enrico), rimane orfano del padre Carlo, abile ciabattino che confezionava anche scarpe su misura.
Enrico, il maggiore di cinque fratelli allevati dalla madre Rosa, va presso un amico del padre, anche lui ciabattino, ad imparare il mestiere.
Dà lì inizia una lunga generazione di commercianti di calzature. Enrico, sposatosi nel 1909 con Anna Colombo di Castellanza, dopo la nascita di due figli decide, nel 1912, di avviare una rivendita di scarpe, acquistate da fabbricanti della zona, e apre un negozio in via Cavour angolo via Cardinal Tosi. La famiglia cresce: arrivano altri due figli e l’attività prospera. Alla fine degli anni Venti acquista in Piazza San Giovanni un vecchio immobile, dove si trovano la scuola “Teresen”, un asilo privato, e una cooperativa alimentare. Abbatte il caseggiato e, nel 1932, a fronte di enormi sacrifici e risparmi, ecco pronta l’attuale casa dove trasferisce l’attività, aiutato dalla moglie e dai figli maschi Carlo e Guglielmo. Carlo sceglierà di continuare l’attività, mentre Guglielmo aprirà un nuovo negozio di calzature.
Nel 1982 Carlo cede l’attività al figlio Pierluigi, che nel 2009 la passa a sua volta alla figlia Serena: è la quinta generazione che opera nel mondo delle calzature.

RAGAZZONI

Ragazzoni Ragazzoni_1 L’attività di Corso XXV Aprile 125 a Erba, ha origine alla fine degli anni Trenta.
La “bottega” aperta da Giovanni in Via Vittorio Emanuele 45 (ora Corso XXV Aprile) nasce principalmente come ombrelleria e cappelleria, vendita di guanti, valigeria, articoli regalo, assortimento tele cerate, riparazioni.
Nel corso degli anni si inserisce la vendita di oggetti di uso comune e delle mode dell’epoca come borse, porta spiccioli, bastoni da passeggio, fino al 1950, quando Giovanni si ritira, lasciando il negozio al figlio e a sua sorella, rinomata modista di cappelli. Nel 1952 l’attività viene ceduta ad una collaboratrice della figlia che si è trasferita dopo il matrimonio, e spostata in zona stazione di Erba con nome Luini.
Nel 1962 la signora Ragazzoni riprende l’attività in via Volta sempre mantenendo l’insegna Ragazzoni e, a distanza di tre anni, si trasferisce nella Galleria del Centro Commerciale (attuale sede) per anni considerata “salotto di Erba”.
Insieme ai figli continua a far crescere il suo negozio fino alla pensione, nel 1994, quando cede l’attività ai figli.

A. Mager S.n.c. di Micheletti & Mager

Mager, sessant’anni “ai piedi” della Valle Imagna “Il segreto? Scarpe e pelletteria di alta qualità” Sessant’anni passati “ai piedi” degli abitanti della Valle Imagna. Il negozio di calzature e pelletterie “A. Mager” è un presidio storico del commercio di Sant’Omobono. L’attività fu inaugurata nel 1953 da Amelia Micheletti, che ancora oggi, a 85 anni, distribuisce i suoi preziosi consigli agli affezionati clienti. A darle man forte ci sono la figlia Luigina Mager e dal 2000, il nipote Giordano Facchinetti, entrato di recente nel consiglio di presidenza di Confesercenti Bergamo. Un “team” affiatato, che continua a dimostrarsi vincente anche in tempi di crisi. I tempi sono cambiati e i gusti anche, ma il negozio di famiglia continua a soddisfare le esigenze della sua numerosa clientela. “Quando mia nonna aprì nel 1953 bastavano quattro modelli per servire l’intera valle – spiega divertito Giordano Facchinetti – oggi invece non ne bastano quattromila…” Sapersi adattare e ampliare l’offerta è sempre stato il segreto del successo del negozio. “Mantenere la tradizione e continuare a coccolare i nostri clienti ci ha permesso di arrivare fin qui, anche se non è stato facile. Quello che conta è l’attenzione alla qualità: paga sempre” osserva Facchinetti, che ha saputo tenere l’attività al passo con i tempi: “Abbiamo aperto una pagina Facebook e presto avremo anche il sito Internet. Oggi sono strumenti necessari se si vuole migliorare il rapporto con la clientela”. Guardare avanti è una necessità . Guai, però, dimenticare le origini. “E’ stata mia nonna a farmi imparare il mestiere – racconta Facchinetti – Guardandola ogni giorno le ho rubato i segreti. Ho iniziato da bambino: durante le vacanze venivo qui a vendere le mie prime scarpette. Posso dire di essere diventato grande in negozio. Il ricambio generazionale è fondamentale: tante attività muoiono proprio perché questo non si verifica più”. Ma per restare sulla cresta dell’onda bisogna anche saper “leggere” il momento e regolarsi di conseguenza. “Per contrastare la crisi – sottolinea Facchinetti – abbiamo introdotto marchi di prestigio, ma anche il servizio riparazione, in collaborazione con un calzolaio. La gente ha apprezzato le novità, tanto che i nostri clienti sono aumentati. Da noi vengono anche molti turisti, a conferma dei dati che vedono la Valle Imagna in crescita. Ogni tanto spunta anche qualche straniero”. Sant’Omobono e i suoi commercianti stanno guidando la rinascita di un territorio finora sottovalutato, che solo negli ultimi anni è stato scoperto dal turismo di massa. L’Isot l’associazione degli imprenditori della cittadina termale, propone numerose iniziative per promuovere l’economia valligiana. Facchinetti fa parte con orgoglio del consiglio direttivo: “Ci stiamo impegnando molto e i risultati si vedono. E’ il caso di dire che l’unione fa la forza”.

Calzature Nebuloni S.n.c. di Nebuloni Michela e C.

La storia di questa attività risale al lontano 1923, quando Nebuloni Piero Giuseppe aprì la prima bottega di

scarpe a Parabiago in via IV Novembre.

Nebuloni Piero Giuseppe nasce a Parabiago il 01/05/1897; è di origine contadina e da ragazzo aiuta i

genitori nei campi, ma il suo obiettivo non è l’agricoltura, bensì il mondo della calzatura.

Da giovanissimo costituisce con un altro ragazzo una squadra di lavoro, la cosiddetta “batteria”, formata da

giovani volenterosi con i quali inizia a produrre scarpe da uomo, commercializzate con successo a Milano e

dintorni.

In seguito, però, i suoi obiettivi divergono da quelli degli altri che puntano sulla quantità, a scapito della

qualità che lui continua a ricercare.

Lascia quindi il gruppo, aprendo a Parabiago il primo negozio di scarpe, conosciuto come PREMIATA

CALZOLERIA GIUSEPPE NEBULONI, dove esercita la sua arte di confezionare e vendere calzature in serie

e su misura da uomo, producendo francesine e derby, i modelli allora in voga, arrivando a 10 paia alla

settimana. Tutti in paese lo conoscono come “Peppin Sciabalèta”.

Passano gli anni e il negozio viene sistemato e ingrandito, introducendo anche scarpe da donna, da

bambino e ciabatte, acquistate da altri artigiani .

Alla giovane età di dieci anni il figlio minore, Graziano, viene introdotto nell’attività , imparando lui stesso a

confezionare scarpe.

Quando, però, nel 1963 Peppin muore e lui rileva il negozio, decide di smettere di produrre e di dedicarsi

invece alle riparazioni, tanto che, con la crisi del 1968 e il drastico crollo delle vendite, queste sono ciò che

gli consente di rimanere a galla e superare questo difficile momento.

Nel 1975 l’attività è di nuovo in crescita, il negozio viene ristrutturato e ingrandito e anche la moglie Anna vi

trova lavoro.

Nel 2000 Graziano va in pensione e a lui subentrano le figlie Michela e Veronica, che con la mamma stanno

proseguendo questo lungo cammino.

Nonostante i cambi generazionali, questo negozio è rimasto attaccato alle sue tradizioni e alle idee

care al nonno : la qualità non deve mancare mai!!! La priorità viene sempre data a materiali e prodotti,

selezionando gli artigiani a cui affidare la produzione, il tutto tutelando sempre il MADE IN ITALY e

garantendo un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Con le molteplici proposte tra uomo, donna e bambino e la vasta scelta di borse e accessori, la voglia è

quella di accontentare proprio tutte le esigenze, anche di chi, uomini o donne, ha misure un po’ più piccole.

Qui potrete trovare un rapporto ancora UMANO, venendo accolti con un sorriso e seguiti con pazienza e

disponibilità durante gli acquisti, soprattutto nei riguardi dei clienti più piccoli….

….con l’ambizioso obiettivo di continuare a crescere insieme a loro e raggiungere nuovi traguardi!!!!!

Questo negozio ha ottenuto i seguenti riconoscimenti :

2003 IMPRENDITORIA FEMMINILE

2011 MILANO PRODUTTIVA

2012 STORICA ATTIVITA’

Rigamonti Calzature di Rigamonti Renata e C. S.n.c.

Rigamonti Calzature, nasce nel 1935 quando la signora Vincenza lascia al marito Giuseppe la gestione del banco di scarpe al mercato. Apre il negozio in via Luini. Nel 1958 il trasferimento nella sede attuale al civico 20. Nei primi anni ‘60 il passaggio di consegna alla figlia Renata che insieme al marito Luigi sono tutt’oggi le colonne portanti del negozio, affiancati dal figlio Michele e dalla nuora Marika. Negli ultimi anni, si sono aggiunti i punti vendita di Cernobbio (Via Regina) e di Como (Via 5 Giornate e Via Milano). Nel tempo il negozio si è evoluto raddoppiando la superficie di vendita, però l’insegna esterna, la passione per le calzature e il riguardo verso il cliente sono rimasti gli stessi con cui il signor Giuseppe dagli anni ‘20 del secolo scorso, la signora Vincenza dal 1935, Reneè dal 1962, Michele dal 1989 con la collaborazione della signora Anna dal 1974 hanno servito generazioni di comaschi e non solo.

Grassi Massino

Grassi ci dà le scarpe da 130 anni.

Qualche tempo fa nel Palazzo della Regione Lombardia, l’assessore regionale Margherita Peroni ha consegnato a Massimo Grassi l’attestato di riconoscimento della qualifica di “negozio storico” a Calzature Grassi.

“La documentazione in nostro possesso – ci dice Massimo mostrandoci una vecchia nota di credito del 1883 – dimostra che già allora il mio avo Grassi Faustino Giovita produceva, vendeva e riparava calzature.”

È quasi commovente leggere quanto vi è scritto, con la grafia tipica dell’epoca:

– solato un paio elastici: lire 2,50

oppure:

– fatto una rimonta a un paio … con suola doppia: lire 12,00

o ancora:

– fatto un paio di scarpe: lire 10,00

in calce, scrupolosamente, la firma: Grassi Giovita Calzolaio Guidizzolo.

Ancora oggi a Guidizzolo e nei paesi circostanti il negozio è conosciuto come “Giovita” o, come meglio rende la versione dialettale, “Giuita”.

“È conosciuta – continua – anche fuori dai confini guidizzolesi, perché la famiglia Grassi sin da allora non si limitava a produrre e riparare calzature, ma riforniva all’ingrosso tutti i calzolai della zona, sia di calzature finite che di materiali usati nei laboratori artigianali, quali tomaie, spago, suole, ecc.”

La calzatura più diffusa allora era la “sgalmera”, calzatura caratterizzata dalla suola in legno, che con l’avvento della produzione industriale è caduta in disuso, ma all’epoca era ai piedi di tutti, tranne forse le persone benestanti, che potevano permettersi scarpe in cuoio. La prima sede della ditta è stata in via Chiassi, ma ben presto si trasferì in quella che è rimasta la sede storica e lo è tutt’ora. Ed è qui che Francesco Grassi, figlio di Giovita, proseguì l’attività di produzione, riparazione e vendita di calzature e di commercio all’ingrosso di materiale per i calzolai di tutta la provincia. A Francesco successe poi il figlio Luigi che, con la moglie Argenide Disola, nel 1927 ottenne dal Comune di Guidizzolo la licenza di commercio di calzature, attività che condusse fino al subentro dei figli Gino e Pietro, al loro ritorno dal servizio militare.

Inizia nel dopoguerra la lenta ma continua ed inesorabile trasformazione dell’attività, che accompagna i cambiamenti della società oltre che dei gusti e delle abitudini dei consumatori.

Si fanno sempre meno sgalmere o scarpe su misura, mentre si diffonde sempre più il commercio di scarpe prodotte industrialmente.

Dall’industria arrivano anche nuovi prodotti e nuovi materiali, così che l’attività del negozio viene estesa anche ai giocattoli ed agli articoli in plastica e gomma. Viene gradualmente dismessa la costruzione e la riparazione delle scarpe, concentrando l’impegno nell’offrire alla clientela un assortimento di ogni tipo di calzatura.

“Continua fino agli anni ’70 anche il commercio all’ingrosso dei materiali per calzolai – dice Massimo – perché ancora si continuava a riparare le scarpe. Non era ancora l’epoca dell’usa e getta…”

Nel frattempo i fratelli Gino e Pietro si dividono l’attività commerciale. A Pietro gli articoli in gomma e plastica, a Gino e la moglie Giannina il compito di proseguire nella tradizione familiare con le calzature.

Le esigenze del mercato impongono di adeguarsi e, se possibile, anticipare i gusti della clientela e le nuove tendenze della moda e dei comportamenti sociali.

Nel negozio compaiono via via le borse e borsette, la valigeria, ma anche scarpe antinfortunistiche e articoli sportivi, a completare l’offerta di calzature per ogni esigenza ed ogni tasca, sempre comunque con particolare attenzione alla qualità ed all’affidabilità dei prodotti offerti.

Oggi Massimo, con la moglie Rita, rappresenta quindi la quinta generazione di quella famiglia che da oltre 130 anni si occupa dei nostri piedi e ne porta avanti la tradizione e la storia.

In tutto il nostro territorio Calzature Massimo Grassi (per tanti è ancora Giuita!) è sinonimo di affidabilità, di qualità e serietà, di tradizione.

Un riconoscimento, quello ottenuto dalla Regione, più che meritato.

Graziano Pelizzaro