Trattoria del vapore

Cernobbio nel XVII secolo era un villaggio dedito alla pesca, alla manipolazione delle pietre, alla filatura della lana e nel suo centro c’era l’”Osteria del Porto”, rinomato locale adiacente ad un castelletto, sede della guarnigione spagnola che diede il nome all’attuale Piazza Castello.
Il 29 luglio 1826 venne varato il primo piroscafo a vapore sulla spiaggia dell’Olmo; l’evento ebbe una tale risonanza e importanza per la storia e lo sviluppo turistico del Lago di Como che l’ “Osteria del porto”, prima fra tutte, cambiò il proprio nome in “Locanda Osteria del Vapore”, avendo già in attivo ai piani superiori dei locali adibiti a foresteria. Elemento distintivo “del Vapore” da oltre 110 anni è il monumentale camino costruito in cemento e sasso, commissionato nel 1902 dall’allora proprietario Antonio Corticelli, figlio di Giosuè, in sostituzione del precedente in legno.
Fu Camilla Corticelli, moglie di Federico Pontiggia e figlia di Antonio Corticelli, a trasformare l’osteria in trattoria consegnandola poi ai figli Piero ed Angelina Pontiggia: un posto, dove, a tutte le ore del giorno, era possibile mangiare una zuppa calda e delle alborelle fritte.
Alla famiglia Pontiggia si lega poi quella dei Rusconi con il matrimonio di Piero e Luigia Rusconi che consegneranno l’osteria al figlio Federico “Chicco” Pontiggia ed ai nipoti Piera e Camillo Forelli a loro volta figli di Angelina.
Nei primi anni Ottanta Federico Pontiggia, lascia tutto nelle mani del cugino Camillo, che a sua volta nel 1985 fa entrare in società Silvano Gazzola come chef, al suo fianco, ed Eugenio Trascurato, come direttore di sala. Al compimento dei suoi 60 anni, Camillo Forelli lascia il locale di famiglia nelle mani di Eugenio e Silvano, tutt’ora attuali proprietari e custodi di un pezzo di storia del Lago di Como. La Trattoria del Vapore nel 2007 entra a far parte dell’Associazione, patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, “Locali Storici D’Italia”, ospitandone l’annuale assemblea ordinaria nel marzo 2014. La Trattoria del Vapore è uno dei più rinomati ristoranti di tutto il Lago di Como.

TRATTORIA GASTRONOMIA SPOTTI

L’attività di trattoria e gastronomia di Via Umberto I angolo Via Ballerini a Seregno viene avviata nel 1946 dalla cooperativa sociale della Democrazia Cristiana nei locali che erano di una cooperativa fascista preesistente.
Nel 1962 Antonio Spotti rileva l’attività per gestirla insieme alla moglie Anna Pozzi, per i primi quattro anni è solo il gestore, poi diventa il titolare.
Nata come trattoria-gastronomia, dagli anni Settanta, diventa minimarket, scelta sbagliata perché penalizzato dalla concorrenza.
Nel 2006 Antonio chiude gli storici locali di Via Umberto I per trasferirsi ad un centinaio di metri di distanza in Via Marconi 6, passando licenze e direzione ai figli Angela, Nadia e Giovanni.
Da quel lontano 1 aprile del 1962 i locali di Spotti sono stati animati non solo dai clienti dell’osteria e del piccolo negozio di alimentari, ma anche dai membri di famose associazioni cittadine, che periodicamente svolgevano qui le loro riunioni: dalla DC al Partito Repubblicano, dai coscritti del 1930 al gruppo di sordomuti “I Silenziosi”, dagli Alpini agli arbitri ai Coltivatori Diretti, fino agli iscritti di associazioni sportive quali l’Hockey Seregno o ai pescatori de “La Seregnese”.
Un luogo di incontri, “e, spesso, scontri!” scherza Antonio, nel cuore di Seregno, gestito con passione dai coniugi Spotti, insieme ai figli Angela, Gianni e Nadia, cucina non solo brianzola e atmosfera semplice. Molto apprezzato dai clienti, oltre alle prelibatezze di “Gianni’, l’insolito aperitivo della casa, lo Gnignum Gnignam, preparato direttamente al bancone del bar da Antonio, l’arzillo ottantenne che vi accoglierà con un sorriso e (almeno) un bicchiere in mano.

LOCANDA AL COMMERCIO ROLLI

È Fiorindo Rolli, casteldariese doc, ad aprire insieme ai fratelli al
numero 8 di Via Di La dell’Acqua a Castel d’Ario, la “Locanda all’Ombra del Castello”. Il locale, situato di fronte ai resti dell’antica roccaforte risalente al X secolo, da cui prendeva il nome, offrendo servizio bar, alloggio e proponendo una cucina tipica, con molti piatti a base di pesce di fiume (gamberetti, anguille, pesce gatti).
L’attività continuò nella stesse sede fino al novembre del 1967, quando Fiorindo acquistò un locale nel centro del paese in Piazza Garibaldi 40 e vi trasferì il ristorante, che assunse l’odierna denominazione di “Locanda al Commercio Rolli’ diventando anche un punto di riferimento per festeggiare matrimoni, battesimi, anniversari.
Senza dimenticare il servizio di catering nella vecchia “balera del paese” che Fiorindo offriva: cucinava, aiutato dalla moglie Bruna Moschini, le pietanze al ristorante per poi servirle agli ospiti (a volte anche duecento) della balera e portare via il tutto a cena conclusa.
Nel 1978, il locale subì qualche modifica, con l’ampliamento della sala al pianterreno, eliminando il servizio bar e riducendo le camere destinate agli ospiti.
L’attività, fu portata avanti dalla moglie, dai quattro figli e dalla cognata Alma Rolli specializzandosi sul ristorante, proponendo ricette tramandate di generazione in generazione (baccalà, risotto con le rane, e, ovviamente, l’immancabile risotto alla pilota) e affermandosi nel tempo come un posto dove assaporare la vera cucina mantovana e, soprattutto, casteldariese,
Dal 1978 la “Locanda al Commercio Rolli” viene gestita dai fratelli Remo e Monica Rolli, con i rispettivi consorti, Paola Bertazzoni (successivamente uscita dalla società) e Stefano Orlandi, puntando sulla genuinità e la cura dei piatti. Una parte dei tavoli delle sale da pranzo risale al Novecento, così come il vecchio orologio a pendolo appeso ad una delle pareti.

RISTORANTE RIGOLO

Quando Wilma e Franca con Sivaldo e Silvano Simoncini, la sera del 18 novembre 1958 inaugurarono la loro avventura in una Milano dove c’era soprattutto la voglia di scambiarsi idee, forse non si aspettavano che il loro “ristorante toscano” sarebbe diventato presto un luogo della memoria, dove scrittori, giornalisti, artisti, uomini della finanza, stilisti avrebbero amato incontrarsi. Dove sarebbero nate inchieste giornalistiche, frammenti di romanzi, poesie, dipinti e, perché no, anche qualche amore. C’è chi, da quel 18 novembre ogni giomo è presente, sempre alla stessa ora, sempre allo stesso tavolo!
Il successo venne sicuramente favorito dalla vicinanza del “Corriere”. Direttori e grandi firme del quotidiano sono sfilati per quarant’anni nelle sale del Rigolo, ma anche dal Giomo (che allora aveva sede nel paraggi).
Entravi di sera nel ristorante e subito udivi la erre moscia ln falsetto del grande Pietrino, che chiacchierava di cinema, letteratura, politica davanti a un piatto di spaghetti alla tarantina.
“Da quando vengo io” si lamentava Quasimodo col due proprietari “sta arrivando troppa gente…”. In realtà oltre alla fama del premio Nobel, a diffondere il nome del Rigolo furono le settimane milanesi della Moda! Tanti sono stati i personaggi dell’arte e del giornalismo che sarebbe impossibile ricordarli tutti. Quell’atmosfera gaia però non si è mal perduta.
A portare avanti il ristorante Sivaldo, spalleggiato dalla moglie Wilma e da Renato, il figlio, che aveva iniziato a far pratica del mestiere quando era ancora uno studente.

RISTORANTE IMBARCADERO

La storia dell’Hotel Metropole Suisse di Como e del suo ristorante (dal 1973 lo storico L’Imbarcadero) è innanzi tutto una storia di famiglia che lo ha gestito fino ai giorni nostri.
Ripercorrere i primi 120 anni di vita di questo albergo significa soprattutto ricostruire la lista degli ospiti illustri passati in queste stanze, o datare i ripetuti ampliamenti della struttura!
Punto di riferimento per “villeggianti”, turisti e per il “meglio” della società comasca sono passati di qui per esempio i Reali di Danimarca, per i quali fu
espressamente creato un servizio di posateria dorata che tuttora rimane
patrimonio della famiglia Cassani. Ancora, nel 1923, si parla del pranzo organizzato in
Comune dal “Suisse” in onore del Principe di Piemonte, di cui rimane traccia
nel Menu dell’epoca, esposto in sala bar.
Dagli anni Settanta fino al 2008 la gestione del ristorante viene affidata esternamente e la struttura si trasforma in Ristorante Imbarcadero.
Dal 2009 dopo due mesi di intensi lavori di rinnovo, con una nuova gestione e sotto l’egida della famiglia Cassani, il ristorante torna ad essere un riferimento cittadino, portando con sé con nuove proposte gastronomiche all’insegna della
valorizzazione dei prodotti locali.

Trattoria Rosetta

Correva l’anno 1964, l’Inter di Angelo Moratti conquistava la prima Coppa dei Campioni e il primo maggio, in via Roma 12 a Passerera di Capergnanica la signora Rosetta Parati fondò l’omonimo bar trattoria. Erano anni difficili dove, per farsi conoscere mise a frutto tutto ciò che la mamma le aveva insegnato. Alle sette del mattino tirava su la serranda e con il sorriso e la disponibilità che la contraddistinguevano cominciava a servire i clienti.
Succedeva così: si giocava alle carte e si facevano spuntino con salumi, frittate, uova sodee bertulina accompagnati o dal Cremaschino, dal Freisa o dal Barbera. I tortelli cremaschi invece erano per la sagra del paese e per le feste. Passavano gli anni, e i clienti aumentavano e i riconoscimenti pure. Nel 1988 la trattoria si trasferisce al numero 18 di via Roma dov’è ancora oggi, e come allora è conosciuta per la cura che mette nella ricerca delle materie prime, per la qualità dei prodotti, per la passione e la creatività dei piatti.

Antica Osteria de Il Ronchettino

A sud di Milano, la cascinetta che ospita l’Antica Osteria de’ il Ronchettino anticamente era inserita nel borgo agricolo della tenuta “Tre Rocchetti”, chiamata in seguito “Rocchetto delle Rane”, abitata da contadini e poi artigiani, al servizio del borgo. Lì, l’antica cascina chiamata “Cascine Rocchetto” non era solo abitata da ciabattini e maniscalchi, ma era, nell’’800 un luogo di ristoro per i viandanti che si rifocillavano o ferravano i loro cavalli. Con la gestione di Emilio Gemelli, nel 1929 quel punto di ristoro dovete una vera e propria Osteria. Nel 1964 sotto la signora Caterina Nodari, il locale diventa un posto dove assaggiare la cucina genuina di un tempo. Nel ’72 con Adolfo Lanterna assume le caratteristiche della bella Osteria. Nel 1988 con la gestione di Attilio Cannella la tradizione della bella osteria continua, e nel 1991 passa a Patrizia Meazza, milanese con la passione per la cucina lombarda. Con lei l’osteria diventa un’oasi di relax dall’atmosfera sobria, elegante e raccolta davanti alle antiche stufe che corredano le sale o in giardino, sotto i gazebo circondati dalle antiche viti. L’Antica Osteria de’ il Ronchettino è diventata cos’ una meta di piacere per il palato.

Alla collina pistoiese

Questo ristorante nasce come una trattoria, negli archivi della Camera di Commercio di Milano risulta che Gallazzi Michele lo rilevò dal proprietario che lo aveva in gestione nella sede dove si trova ancora oggi. Con l’arrivo a Milano a 13 anni di Pietro Gori, sesto di otto fratelli, la trattoria diventa un ristorante. Subito comincia con la moglie Saida Benedetti a far conoscere i piatti tipici della cucina toscana ai milanesi: pasta e fagioli, scaloppine alla fiorentina impanate al pomodoro, bistecca alla fiorentina, trippa. Negli anni Cinquanta entrano nuovi soci e la denominazione dell’attività cambia prima in “Pietro Gori e Nencini Giorgina sdf”, poi in Alla Collina Pistoiese di Gori Pietro Sdf” per poi tornare alla forma individuale in “Ristorante alla collina pistoiese di Gori Pietro” e nel 1972 in società: “Alla collina pistoiese S.r.l.”. I figli Franco e Franca seguirono le orme del papà e negli anni Ottanta a Franco subentrò il terzo figlio di Pietro, Bobo Gori, noto calciatore, insieme al cugino Francesco Arrigoni. Ad oggi Franca e Francesco insieme ai loro figli portano avanti l’attività; nonostante i lavori di adeguamento, il soffitto a cassettoni, i magnifici lampadari, le appliques in ferro battuto fatto a mano, le sedie in stile Thanet e la boiserie sono ancora autentici, come i piatti.

Ristorante al girarrosto da Cesarina

Nel 1926 Annunziata Mungai detta “Cesarina” lascia il suo paese natio, per raggiungere a Milano la sorella Bice che ha aperto un ristorante in via S. Pietro all’Orto. Dieci anni dopo Cesarina, insieme al marito Francesco Michi, apre un locale tutto suo, in via Durini, che la guerra e i bombardamenti distruggono.
I due non si arrendono e nel 1943, aprono un altro locale in Corso Venezia 31, Ristorante al girarrosto. Nel corso degli anni la famiglia si allarga e nascono ben 7 figli. Nel 1963 Cesarina rimane prematuramente vedova, ma grazie alla sua forza d’animo continua a cucinare per la “Milano bene” le sue specialità toscane aiutata dai suoi figli. Nel 1993 Cesarina ci ha lasciato, ma il suo spirito e il suo ricordo sono ancora presenti nel locale e nel cuore dei clienti. Nel 2011 ricorreva il 68° anniversario di inizio attività, e Marcella, Miranda, Simona e Maria Beatrice, dagli chef e proseguono nel portare avanti, nel migliore dei modi, il ricordo della loro grande mamma!