Arlati Mario Trattoria Arlati

Aperto nel 1936 da Luigi e Modesta Arlati, Premiata Trattoria Arlati è un ristorante di cucina tipica milanese gestito ancora, dopo tre generazioni, dalla stessa famiglia.

Negli anni Trenta la trattoria Arlati è luogo di ritrovo dei lavoratori che escono dalle fabbriche della zona Bicocca. Successivamente, negli anni Settanta, il locale è scoperto anche dagli artisti: vi si esibiscono, tra gli altri, Lucio Battisti e Loredana Bertè.

Oggi la tradizione continua con Leopoldo Arlati che ripropone la cucina milanese di sua nonna “come una volta” stando però al passo con i tempi.

Nel 2006 Premiata Trattoria Arlati è insignita dell’Ambrogino d’oro per essere la licenza familiare milanese più antica della città.

Ristorante Il Binario

Nel 1956 Achille Tizzi, con il figlio Giuseppe, prende in mano questa attività storica fino al 2009.
Fino al 2011, quando il Ristorante Il Binario e l’Hotel Soresina riapre sulle ceneri dell’antico “albergo ristorante stazione”, un luogo pieno di ricordi di quando ancora si stava nella cantina a ballare o in cortile a giocare a bocce o a bigliardo, grazie alla gestione amorevole che la famiglia Tizzi ha svolto per 80 anni.

Trattoria del vapore

Cernobbio nel XVII secolo era un villaggio dedito alla pesca, alla manipolazione delle pietre, alla filatura della lana e nel suo centro c’era l’”Osteria del Porto”, rinomato locale adiacente ad un castelletto, sede della guarnigione spagnola che diede il nome all’attuale Piazza Castello.
Il 29 luglio 1826 venne varato il primo piroscafo a vapore sulla spiaggia dell’Olmo; l’evento ebbe una tale risonanza e importanza per la storia e lo sviluppo turistico del Lago di Como che l’ “Osteria del porto”, prima fra tutte, cambiò il proprio nome in “Locanda Osteria del Vapore”, avendo già in attivo ai piani superiori dei locali adibiti a foresteria. Elemento distintivo “del Vapore” da oltre 110 anni è il monumentale camino costruito in cemento e sasso, commissionato nel 1902 dall’allora proprietario Antonio Corticelli, figlio di Giosuè, in sostituzione del precedente in legno.
Fu Camilla Corticelli, moglie di Federico Pontiggia e figlia di Antonio Corticelli, a trasformare l’osteria in trattoria consegnandola poi ai figli Piero ed Angelina Pontiggia: un posto, dove, a tutte le ore del giorno, era possibile mangiare una zuppa calda e delle alborelle fritte.
Alla famiglia Pontiggia si lega poi quella dei Rusconi con il matrimonio di Piero e Luigia Rusconi che consegneranno l’osteria al figlio Federico “Chicco” Pontiggia ed ai nipoti Piera e Camillo Forelli a loro volta figli di Angelina.
Nei primi anni Ottanta Federico Pontiggia, lascia tutto nelle mani del cugino Camillo, che a sua volta nel 1985 fa entrare in società Silvano Gazzola come chef, al suo fianco, ed Eugenio Trascurato, come direttore di sala. Al compimento dei suoi 60 anni, Camillo Forelli lascia il locale di famiglia nelle mani di Eugenio e Silvano, tutt’ora attuali proprietari e custodi di un pezzo di storia del Lago di Como. La Trattoria del Vapore nel 2007 entra a far parte dell’Associazione, patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, “Locali Storici D’Italia”, ospitandone l’annuale assemblea ordinaria nel marzo 2014. La Trattoria del Vapore è uno dei più rinomati ristoranti di tutto il Lago di Como.

TRATTORIA GASTRONOMIA SPOTTI

L’attività di trattoria e gastronomia di Via Umberto I angolo Via Ballerini a Seregno viene avviata nel 1946 dalla cooperativa sociale della Democrazia Cristiana nei locali che erano di una cooperativa fascista preesistente.
Nel 1962 Antonio Spotti rileva l’attività per gestirla insieme alla moglie Anna Pozzi, per i primi quattro anni è solo il gestore, poi diventa il titolare.
Nata come trattoria-gastronomia, dagli anni Settanta, diventa minimarket, scelta sbagliata perché penalizzato dalla concorrenza.
Nel 2006 Antonio chiude gli storici locali di Via Umberto I per trasferirsi ad un centinaio di metri di distanza in Via Marconi 6, passando licenze e direzione ai figli Angela, Nadia e Giovanni.
Da quel lontano 1 aprile del 1962 i locali di Spotti sono stati animati non solo dai clienti dell’osteria e del piccolo negozio di alimentari, ma anche dai membri di famose associazioni cittadine, che periodicamente svolgevano qui le loro riunioni: dalla DC al Partito Repubblicano, dai coscritti del 1930 al gruppo di sordomuti “I Silenziosi”, dagli Alpini agli arbitri ai Coltivatori Diretti, fino agli iscritti di associazioni sportive quali l’Hockey Seregno o ai pescatori de “La Seregnese”.
Un luogo di incontri, “e, spesso, scontri!” scherza Antonio, nel cuore di Seregno, gestito con passione dai coniugi Spotti, insieme ai figli Angela, Gianni e Nadia, cucina non solo brianzola e atmosfera semplice. Molto apprezzato dai clienti, oltre alle prelibatezze di “Gianni’, l’insolito aperitivo della casa, lo Gnignum Gnignam, preparato direttamente al bancone del bar da Antonio, l’arzillo ottantenne che vi accoglierà con un sorriso e (almeno) un bicchiere in mano.

Ristorante Isola Caprera di Meani Leonardo e C.

Il Ristorante Isola Caprera si trova a Lodi sulle rive del fiume Adda e si presenta come un vecchio cascinale dei primi anni del Novecento, ristrutturato nel rispetto dell’architettura e dell’arredo originario, circondato da un grazioso giardino.
Grazie alla sua struttura e alla posizione privilegiata, il Ristorante Isola Caprera offre la possibilità di mangiare sia all’interno, sia all’aperto.
Da ben tre generazioni di proprietà della Famiglia Meani, ora di Leonardo Meani e dei suoi collaboratori, il Ristorante Isola Caprera rappresenta una delle storiche realtà nel settore enogastronomico lodigiano con una cucina particolarmente attenta alla tradizione locale, senza escludere la cucina nazionale ed internazionale. Da diversi anni è la sede in cui si riuniscono i membri del Rotary Club e del Lions Club.
Il Ristorante Isola Caprera è stato fondato nel 1938 da Leonardo Meani, nonno dell’attuale titolare, tenore ed appassionato d’arte.
Il locale ha mantenuto nel corso degli anni la sua vocazione di ambiente adattato a cerimonie, cene di rappresentanza ed eventi ricreativi.

IL MAPPAMONDO

La trattoria il Mappamondo situata a Vescovato in via A. Marchi 61 è attualmente gestita da Spedini Marina e da Fiorini Caterina.
Il locale è sempre stato gestito dalla famiglia Spedini che cominciano l’attività appena dopo la Prima Guerra Mondiale.
A gestire l’attività c’è Giacomo Spedini, che è anche il cuoco.
Nel 1930 alla gestione gli si affianca Pietro Spedini, che non solo fa il cuoco, ma è anche pasticciere.
Al suo fianco ci sono la moglie e la sorella.
A loro succedono Gianalfredo Spedini e Valentina Filippini fino al 1993, anno in cui è Maria Spedini a continuare questa avventura, in un locale che vanta ben oltre 90 anni di attività!

OSTERIA DELL’UMBRELEER

Le origini di questa osteria risalgono all’immediato dopoguerra quando Lucini Giuseppe e la moglie Adele genitori di ben sette figli, tre maschi e quattro femmine, subentrano nella gestione di questa osteria.
La guerra era appena passata e il signor Giuseppe d’estate girava per vie facendo quello che gli riusciva meglio, vendendo cioè catini, setacci, cappelli e riparando ombrelli (da qui il nome dell’osteria), d’inverno veniva chiamato dalle famiglie che potevano allevare i maiali, per ucciderlo e preparare salami, cotechini, facendo il norcino.
Adele invece aiutata dai figli più grandi, serviva marubini e tortelli, lepri in salmì e ottimo vino rosso pigiato e affinato nelle botti dell’osteria, ai cacciatori che passavano dall’Osteria per mangiare in compagni la cacciagione.
Alla gestione di Giuseppe e Adele succede il figlio Mirco che nel 1960 si sposa e diventa papà di Diego. Scomparso lui, nel 1980, se ne occupano la moglie Cuel Caterina, la figlia Maria Luisa e Diego appunto.
Qualche anno più tardi l’Osteria cambia sede e si trasferisce in via Cicognolo dov’è ora e Diego e Piermatteo Ponzoni, un caro amico di scuola entrano in società. A unirli la passione per il vino e per la cucina, nel 1994 alla madre Caterina, subentra un nuovo socio, Paolo Seghizzi, nasce una proficua collaborazione. Attualmente a proporre una selezione straordinaria di vini, salumi e piatti della tradizione cremonese è rimasto Diego Luccini col suo staff.

Ristorante al girarrosto da Cesarina

Nel 1926 Annunziata Mungai detta “Cesarina” lascia il suo paese natio, per raggiungere a Milano la sorella Bice che ha aperto un ristorante in via S. Pietro all’Orto. Dieci anni dopo Cesarina, insieme al marito Francesco Michi, apre un locale tutto suo, in via Durini, che la guerra e i bombardamenti distruggono.
I due non si arrendono e nel 1943, aprono un altro locale in Corso Venezia 31, Ristorante al girarrosto. Nel corso degli anni la famiglia si allarga e nascono ben 7 figli. Nel 1963 Cesarina rimane prematuramente vedova, ma grazie alla sua forza d’animo continua a cucinare per la “Milano bene” le sue specialità toscane aiutata dai suoi figli. Nel 1993 Cesarina ci ha lasciato, ma il suo spirito e il suo ricordo sono ancora presenti nel locale e nel cuore dei clienti. Nel 2011 ricorreva il 68° anniversario di inizio attività, e Marcella, Miranda, Simona e Maria Beatrice, dagli chef e proseguono nel portare avanti, nel migliore dei modi, il ricordo della loro grande mamma!